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BUS E METRO AFFOLLATI, IPOTESI DAD. GIANNELLI (ANPI):”NON POSSIAMO CHIUDERE LE SCUOLE PERCHE’ IL TPL HA DEI PROBLEMI”

Da oggi, 14 ottobre, entrano in vigore le nuove regole contenute nell'ultimo DPCM. Restrizioni e sacrifici chiesti agli italiani per evitare un nuovo lockdown. Arriva intanto l'allarme affollamento a bordo dei mezzi pubblici che, attualmente, viaggiano all'80% della loro capienza. Il rischio assembramento e, dunque, contagio sembra essere molto alto come denunciato da più parti. Quali le soluzioni? C'è chi suggerisce di tornare alla didattica a distanza oppure scaglionare gli ingressi a scuola. A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione dei presidi.

Ida: Buongiorno e bentrovato

Giannelli: buongiorno a tutti voi

I: prima di parlare di questa storia dei trasporti, come va a scuola?

G: quello che si può dire di sicuramente positivo è che non sembrano esserci contagi in ambiente scolastico. Poi questa affermazione va sempre tradotta in termini quantitativi, qualcuno ce ne sarà però sono pochissimi. Questo lo dicono le autorità sanitarie per cui lo prendo come un dato certo. D'altronde mi sembra ragionevole perché, da quello che mi dicono o tanti colleghi, a scuola le regole effettivamente si rispettano. Se si mantiene il distanziamento, se si mette la mascherina, se ci si lava le mani il rischio di contagio è abbattuto moltissimo, ridotto quasi a zero. Purtroppo vediamo che al di fuori della scuola, questo non avviene per cui i ragazzi così disciplinati nell'ambiente scolastico quando vanno fuori, al bar con gli amici o in pizzeria tendono ad assembrarsi. L'ho visto anche io personalmente per strada e questo bisogna assolutamente ridurlo altrimenti noi applichiamo una certa disciplina a scuola ma al di fuori poi i contagi ci sono e naturalmente questo si riflette su situazioni di quarantene, di blocco della didattica ed è una cosa che non ci possiamo permettere.

I: cosa pensa delle proposte che verranno inoltrate al Ministero dei trasporti? Scaglionare gli ingressi per evitare affollamenti sui mezzi pubblici o la didattica a distanza

G: diciamo subito che l'ipotesi dello scaglionamento è stata già ventilata e fatta presente in più situazioni. Le scuole possono anche praticarlo. In altri termini, se noi prevedessimo un orario d'ingresso per esempio le 7.45 e un altro un'ora più tardi, questo sarebbe ancora gestibile specialmente con gli alunni un po' più grandi. Invece, la sostituzione integrale della didattica in presenza con la didattica a distanza, a mio avviso, non è giustificata e non è giustificabile. E lo è ancora meno alla luce di tutte le riflessioni fatte nei mesi scorsi quando abbiamo constatato che una sostituzione integrale della distanza con qualche forma di teledidattica non è ragionevole. A parte un discorso di iniquità sociale perché non è sempre facile raggiungere tutti anche per ragioni esterne al contesto scolastico, per esempio l'efficienza della linea internet fissa oppure la copertura mobile a casa dei ragazzi. Non dobbiamo trascurare che ci sono poi tanti ragazzi disabili con problemi di inclusione che si integrano in quanto presenti fisicamente. Per non dimenticare l'attività di laboratorio. Come si può pensare che un ragazzo che debba formarsi per svolgere un'attività di tipo tecnico, professionale o anche un liceo con i laboratori di chimica, di scienze, di fisica... come li sostituiamo. Sono tutte riflessioni già abbondantemente sviscerate nei mesi scorsi per cui tirar fuori, così, una semplicistica ipotesi di sostituzione tout court mi sembra fuori luogo. Certo, se poi si dovesse arrivare ad un nuovo lockdown, è evidente che non ci sarebbe alternativa. Io stesso ritengo che la DaD sia un valido strumento ma in forma circoscritta, integrata con la modalità in presenza.

I: dalla fine del lockdown ad oggi, le connessioni non sono migliorate quindi sarebbe un vero disastro

G: io non ho dei dati per affermare questo. Sarebbe molto interessante sapere dal settore delle tlc se da questo punto di vista ci sono stati dei passi avanti. Io onestamente credo di sì ma anche in questo caso non è giustificata la sostituzione della didattica in presenza con quella a distanza.

I: speriamo si arrivi ad un'altra soluzione perché il trasporto pubblico è comunque una nota dolente. Certo, puntare il dito solo sugli studenti è un po' troppo semplice

G: assolutamente sì . Non è che possiamo chiudere le scuole perché il sistema dei trasporti ha dei problemi. Io ricordo le tante critiche ricolte al sistema scolastico proprio perché nei vari mesi le soluzioni proposte non sono entrate in vigore tutte il 1 settembre. Abbiamo ancora delle situazioni in evoluzione, i banchi monoposto per esempio non sono ancora arrivati tutti, i docenti non sono ancora arrivati tutti. Ci sono delle difficoltà che giustamente sono oggetto di critica. E allora mi chiedo: e il settore dei trasporti dove sembra che non si sia fatto nulla, non è possibile che oggi siamo al giorno zero. Sento dire che non ci sono abbastanza mezzi ma da marzo ad oggi quanti mesi son passati? Sette mesi e non ne abbiamo comprato nemmeno uno. Compriamoli. La possibilità di scaglionamento è contemplabile però dire semplicemente ai ragazzi state a casa perché non ce la facciamo a portarvi a scuola mi sembra inaccettabile.

I: Prof. Giannelli, grazie di essere stato con noi e in bocca al lupo

G: grazie a tutti voi e buona giornata.

 

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