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CARLO MAZZONE TRA I 10 FINALISTI AL GLOBAL TEACHER PRIZE:“ LA MIA SCUOLA TRA PASSIONE E DIVERTIMENTO”

 

Per la prima volta un docente italiano è tra i primi dieci candidati al Global Teacher Prize, una sorta di Nobel per l'insegnamento. Il professor Carlo Mazzone è appunto tra i candidati ad aggiudicarsi il milione di dollari che verrà assegnato a Londra il prossimo 3 dicembre durante una cerimonia via web. Il riconoscimento vuole premiare chi ha dato un contributo eccezionale alla professione.
Carlo Mazzone è di Ceppaloni, laureato in informatica, insegna all'istituto tecnico di Benevento e da quando ha appreso la notizia, il suo cellulare non ha mai smesso di squillare. Questa mattina è intervenuto al Treno delle 8.
Ida: Prof. Mazzone, buongiorno!
Mazzone: buongiorno a voi, grazie per l'invito. E' un piacere

I: grazie a lei che ci dà l'opportunità di parlare di una buona notizia che ha a che fare con la scuola

M: assolutamente. Il fatto che abbia avuto questo riconoscimento in questo momento soprattutto, particolare per la scuola italiana non solo è una grande soddisfazione ma accendiamo anche un faro positivo perché di positività ce n'è tanta nella scuola italiana. Ne sono convinto

I: durante il lockdown lei era tra i primi 50, ora tra i primi 10 candidati per questo premio. Come si sente?

M: orgoglioso, felice sicuramente, molto responsabilizzato rispetto a quello che è ora il mio ruolo perché ovviamente in questo momento sto rappresentando non solo la scuola del sud ma tutta la scuola italiana. E' davvero un momento molto particolare però come ho detto ieri ai miei alunni che ho incontrato per il primo giorno di scuola ( a Benevento abbiamo aperto proprio ieri) tutto il riconoscimento va a loro. Sono ragazze e ragazzi fantastici. Senza di loro non ha senso alcun tipo di premio

I: questo riconoscimento è anche uno stimolo per i suoi ragazzi. Si può fare bene, si deve fare bene perché alla fine i risultati arrivano.

M: io dico che quello che ci deve guidare e che ci guida è la passione e il divertimento. Mi piacerebbe una scuola in cui si viene a fare lezione divertendosi. E' questo l'approccio che cerco di dare. Ovviamente il contesto scolastico è sempre impegnativo però se uno si rende conto che studiare è una cosa meravigliosa. Io sono un po' nerd. Riscopriamo l'orgoglio nerd.

I: lei rappresenta la parte moderna della scuola ovvero di quella scuola che, dopo tutto quello che abbiamo visto, deve assolutamente modernizzarsi. La scuola è vecchia, non è al passo con i tempi, purtroppo molto veloci.

M: naturalmente senza voler disconoscere la storicità dell'approccio però i tempi sono cambiati, la società è cambiata, i ragazzi sono cambiati. Le prospettive di lavoro sono completamente diverse, i lavori che andranno a fare i nostri ragazzi a distanza di dieci anni ancora non sono stati neanche immaginati per cui, secondo me, ci vuole un approccio diverso che invogli a studiare. Gli studenti devono essere messi al centro quindi io sono molto per la progettualità. Molti di loro si divertono poi ovviamente non sta a me dirlo. Io mi diverto.

I: come dovrebbe essere la scuola secondo lei, come la immagina?

M: la scuola che prepara primo di tutto al lavoro e quindi aperta al mondo dell'occupazione senza però dimenticare che noi costruiamo delle personalità che andranno ad occupare un posto nella società. Innanzitutto prepariamo delle persone a pensare, a ragionare e po0i ad appassionarsi alle cose. Continuo a dire che il motore di qualsiasi tipo di approccio deve essere la passione perché scoprire qual è la propria passione e poter lavorare otto/dieci ore al giorno divertendosi è una cosa che ho vissuto sulla mia pelle. Io sono un informatico, quando ho cominciato a lavorare era come se ogni mattina mi dessero un biglietto per entrare al parco giochi perché mi divertivo come un pazzo. Non lo facevo sapere troppo altrimenti mi avrebbero ridotto lo stipendio. Lo giuro è così.

I: intanto anche lei con i suoi studenti avete ripreso la scuola dopo mesi difficili con la didattica a distanza. Lei è un nerd, un insegnante di informatica che voto dà a questa esperienza?

M: diciamo che per la modernità della scuola non do un voto ma un giudizio che è assolutamente positivo. Scherzi a parte, abbiamo vissuto un momento davvero drammatico e quindi è stato importante comunque riuscire a raggiungere i nostri ragazzi. Ci siamo resi conto che in questo momento purtroppo, soprattutto le famiglie più deboli dal punto di vista sociale ed economico, hanno subito il contraccolpo maggiore per cui noi ci siamo organizzati per cercare di non lasciare indietro nessuno, nei limiti delle nostre possibilità. Quindi verificare quali erano le situazioni familiari più delicate e raggiungerli, a volte addirittura fisicamente, grazie anche all'iuto della Protezione Civile durante il lockdown per portare loro gli strumenti con i quali restare in contatto. E' stata ovviamente una situazione drammatica, abbiamo sopperito ai problemi del momento ma stare in classe è tutta un'altra storia e quindi noi ci auguriamo che si possa andare verso una normalizzazione dove però integreremo anche quanto abbiamo appreso in competenze nell'utilizzo del digitale in questa fase.

I: intanto noi ci auguriamo che con il Recovery Fund partano progetti di digitalizzazione e la scuola deve essere uno dei progetti al centro dell'attenzione

M: ce lo auguriamo tutti

I: prima di lasciarla andare in classe, lei ha detto che " gli smanettoni erediteranno la terra"

M: sì sì, assolutamente , nel senso che anche la praticoneria è assolutamente importante. Ma dietro il termine smanettoni c'è la passione comunque, ancora una volta. Per mettere le mani sulle cose ci vuole tanta passione e questo ci guida. E infatti lo dico spesso

I: in bocca al lupo e speriamo di risentirci il 4 dicembre.

M: speriamo. Grazie a tutti!

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