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35 ANNI FA L’OMICIDIO DI GIANCARLO SIANI. IL FRATELLO PAOLO: ”RACCONTARE COSA FACEVA E’ LA SUA RIVINCITA CONTRO CHI VOLEVA CHE NON PARLASSE PIU”

 

23 settembre 1985, quel maledetto giorno. Giancarlo Siani era un ragazzo di 26 anni e aveva la passione per il giornalismo, quello d'inchiesta. E proprio per aver denunciato il legame tra autorità locali e criminalità organizzata ha pagato con la vita.
Era a bordo della sua Mehari quando lo hanno ritrovato sotto casa sua ammazzato da un commando di almeno due uomini che gli spararono alla testa.
Ma la sua figura, il suo volto sorridente ci accompagnano quotidianamente. Nel 35esimo anniversario della sua morte a Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con il fratello Paolo Siani che da anni porta avanti il ricordo e l'esempio di Giancarlo.

Ida: buongiorno Paolo, grazie di essere con noi

Siani: grazie a te, buongiorno agli ascoltatori

I: ogni anno il ricordo di Giancarlo diventa sempre più importante, sempre più vivo dando così la possibilità di poter riflettere su ciò che ha fatto, su come l'ha fatto e ovviamente su come abbia pagato con la vita la sua libertà di cronista

S: sì certo. Ogni anno noi mettiamo in campo una serie di iniziative, non soltanto in questa giornata particolarmente triste per me e la mia famiglia. Durante tutto l'anno noi cerchiamo di andare a scuola dai ragazzi e dagli insegnanti. E questo per tenere vivo il ricordo, non possiamo riportarlo in vita ama possiamo non farlo morire ancora. E quindi parlarne e raccontare ciò che faceva è il modo migliore per tenerlo vivo ed è anche la sua più grande rivincita perché di lui si parla ancora con molta attenzione. E questa è la sua rivincita nei confronti di chi, invece, voleva che non parlasse più. E io trovo che sia estremamente importante ed emblematico anche per segnalare che i tempi cambiano, le cose migliorano. Oggi esce una pubblicazione in cui c'è una parte dei suoi tanti articoli. Oggi Giancarlo entra nelle case dei napoletani con le sue parole, non solo con il suo volto sorridente di giovane ragazzo napoletano di 26 anni. Entra nelle case dei nostri concittadini con le sue parole che ancora oggi, purtroppo, sembrano molto attuali ma che raccontano il modo di essere di quel ragazzo che voleva solo fare il giornalista

I: giornalista-giornalista ci riporta alla scena di Fortapasc, il film di Marco Risi in cui il suo caporedattore gli dice "ma tu sei veramente sicuro di voler fare questo lavoro?"

S: questa è stata un'idea di Marco Risi e che sta ad indicare qualcuno che vuole fare bene il proprio lavoro. Si può modulare per il medico e quindi essere un medico-medico oppure per un magistrato, un avvocato. Insomma per chiunque. C'è qualcosa in più nel fare il proprio mestiere che è la passione. Giancarlo aveva questa passione enorme per questo mestiere, gli piaceva molto. Se oggi si guardano quegli articoli lo si percepisce, si sente che lui aveva questa spinta in più e una voglia in più

I: cosa rappresenta Giancarlo per i tanti giovani che sono coinvolti nelle attività della Fondazione Siani. Cosa rappresenta questo ragazzo di 26 anni. Quando si parla di lotta alla criminalità, all'illegalità in che modo reagiscono?

S: devo dire molto bene. Ogni volta che parlo con i ragazzi delle scuole non solo a Napoli o in Campania, i ragazzi percepiscono molto bene il senso della vita di Giancarlo. Raccontare le mafie dalla parte degli sconfitti è una prospettiva unica che solo noi familiari di una vittima innocente possiamo realizzare. E' un modo di raccontare una sconfitta che può diventare riscatto. Io sono certo che tanti ragazzi che hanno ascoltato le parole, che hanno visto Fortapasc, che ascoltano trasmissioni o interviste che ci saranno oggi avranno una piccola scintilla. Noi instilleremo dentro di loro un piccolo seme e sono sicuro che tanti di loro sceglieranno la strada giusta, non potranno mai stare dalla parte delle mafie, dei clan.

I: ed è un po' quanto scrive Sergio Mattarella nella sua lettera pubblicata dal Mattino "parla di condanne inferte ai killer e ai mandanti di Siani, al termine del percorso processuale, sono una prova ulteriore che le mafie possono essere sconfitte e che verranno certamente sconfitte". Questo è un impegno fondamentale alla luce di quanto vediamo, dei tempi in cui viviamo. Visto che lei è anche impegnato come politico, è una sorta di promessa da rispettare per le nuove generazioni.

S: la soluzione in verità arriva da Armando D' Alterio, il pm dell'inchiesta su Giancarlo che dopo undici anni è riuscito a mettere dentro killer e mandanti. Nel suo libro, D'Alterio scrive molto chiaramente che quando la stampa, la magistratura, le scuole, la società civile e, io aggiungo, la buona politica saranno tutti dalla stessa parte le mafie si possono sconfiggere. Il messaggio è proprio questo, stare tutti dalla stessa parte non solo oggi che è un giorno di ricordo ma anche domani domani domani e tutto il corso del tempo perché questo vuol dire sconfiggere le mafie. E per me, questa è la priorità in questo Paese. Dalla crisi economica al lavoro alla vita di tutti i giorni, se noi sconfiggiamo le mafie facciamo un affare straordinario che cambierà il nostro Paese.

I: e grazie proprio a Giancarlo Siani e al sacrificio della sua vita che si parte da una giornata come questa di commemorazione per portare avanti riflessioni. Il suo sorriso ci accompagnerà sempre, è bellissima l'eredità che ci ha lasciato. Oggi si realizza il sogno del tesserino bordeaux che verrà consegnato a voi.

S: questa è una bella iniziativa che non è formale, segna il cambio dei tempi, il cambiamento avvenuto in questi lunghissimi anni. Oggi Giancarlo riceve un tesserino bordeaux che mai ha ricevuto in vita e che mai ha ricevuto in questi anni. Dopo un percorso lungo fatto di ricordi e di impegno, l'Ordine dei giornalisti dà un segnale molto forte a tutti. La stampa è dalla parte dei giornalisti minacciati e uccisi dalle mafie. E questo è molto importante dirlo anche ai giovani e serve a dare fiducia a tutti quei ragazzi, quei giornalisti che sono minacciati dalle mafie nel nostro Paese che non sono pochi e che oggi sono tutti insieme a noi a ricordare Giancarlo. Questo dà la forza a tutti per continuare a fare il proprio lavoro. Senza il racconto di questi giornalisti l'Italia si impoverisce.

I: Paolo, grazie per avercene parlato

S: grazie a voi

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