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LA SCUOLA DOPO IL COVID, GIANNELLI (ANP):"OGGI E' UN GIORNO MEMORABILE"

 

Oggi è una giornata importante per l'Italia: dopo 6 mesi si riaprono le scuole. 5.6 milioni di studenti hanno ripreso la didattica in presenza, il 24 settembre toccherà alle altre cinque regioni tra cui la Campania.
Ma come ci si prepara a questo nuovo anno scolastico? A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con il presidente dei presidi, il prof. Antonello Giannelli

Ida: Buongiorno e bentrovato

Giannelli: buongiorno a lei e a tutti gli ascoltatori

I: ne abbiamo parlato tante volte e il giorno è arrivato. Lei è soddisfatto di come si torna a scuola?

G: la cosa importante, prima di tutto, è che si torni perché oggi è una data importante per oltre 5 milioni di studenti. Ricordo che in diverse regioni questo ancora non accadrà, tutto è rinviato al 24 settembre come per esempio in Campania. Qui il Presidente De Luca ha ritenuto opportuno posticipare l'ingresso, probabilmente per tener conto anche delle carenze strutturali che ci sono nel nostro Paese. Abbiamo come sempre situazioni a macchia di leopardo. Io credo che la maggior parte delle scuole siano pronte e quindi questi altri 10 giorni daranno la possibilità di ultimare quei lavori, quegli interventi che sono necessari per garantire il distanziamento, che è una delle principali misure di contrasto al virus.

I: quindi gli spazi, professore. Questo è uno dei nodi importanti del ritorno a scuola. Molti useranno palestre, cinema, teatri pur di mantenere il distanziamento.

G: questo sì ma soprattutto c'è un fondo governativo che, mi pare, ammonti a circa 5 milioni che consente agli enti locali di prendere in affitto degli spazi ulteriori qualora non dispongano di locali di loro proprietà. Questa è una misura molto importante che può servire in questi ulteriori 10 giorni a chi non avesse ancora aperto per reperire quegli spazi idonei a distanziare gli studenti, soprattutto nelle classi più numerose.

I: ricordiamo un po' di cose importanti ai genitori perché ci sono tante regole che sono state anche riscritte, quindi un po' di confusione c'è. Per esempio, chi deve misurare la temperatura, la famiglia o la scuola?

G: la famiglia, in quanto questo è previsto dal protocollo nazionale, dall'inizio non è mai stato in discussione. Io non sono d'accordo con quell'ipotesi, come purtroppo si è verificato, del Piemonte in cui ola giunta regionale è intervenuta su questa materia che, ripeto, è disciplinata da un protocollo nazionale. Ci sono tante ragioni su questo argomento, però credo si tratti di un fondamentale esempio di fiducia civica, collettiva verso il nostro prossimo. Non si può pensare che l'altro genitore sia da meno di noi o faccia meno di noi. E' un atto di responsabilità per l'appunto e tutti devono misurare la temperatura a scuola questa mattina. Se il bambino o il ragazzo ha una temperatura superiore a 37.5 non lo si deve far andare a scuola, cosa che mi sembra da consigliare sempre.

I: se lo studente dovesse sentirsi poco bene in classe, che tipo di protocollo verrebbe applicato?

G: il protocollo deciso dall'Iss, per cui un docente chiamerebbe un bidello. Al ragazzo si fa indossare subito una mascherina. lo si porterebbe nella saletta d'attesa dove insieme a lui si aspetterà la famiglia che sarà subito contattata per venirlo a prendere. Poi compete alla famiglia, anche questa volta, chiamare il medico di base o il pediatra di libera scelta che effettuerà le indagini del caso e, se serve, sarà il medico a chiamare l'Asl.

I: e per quanto riguarda gli insegnati che mancano, com'è la situazione?

G: la situazione non è molto diversa da quella dell'anno scorso. Semmai ci dovremmo dolere del fatto che, nonostante il Covid, non siamo riusciti a fare di meglio. Ogni anno abbiamo un problema cronico dovuto al fatto che molti docenti sono supplenti. Ricorso che su 800 mila posto di insegnamento, più di 200 mila mancano di personale di ruolo e quindi sono posti che devono essere coperti con supplenze, per l'appunto. E purtroppo, da sempre, non si riesce ad averli da subito sui posti di insegnamento, spesso cambiano anche nella prima fase dell'anno. Questo è un problema vecchio che quest'anno si sente sicuramente di più a causa del Covid.

I: a questo punto cosa si sente di dire a questi ragazzi che ricominciano oggi?

G: innanzitutto che oggi riprende la scuola ed è un giorno memorabile, dopo sei mesi non in presenza. Credo che tutti abbiamo capito quale sia il valore della scuola, al di là del fatto che serve naturalmente a trasmettere istruzioni alle giovani generazioni, al di là del fatto che rende possibile il lavoro di tanti genitori perché se i figli sono a casa loro non possono. Al di là di tutto questo, la scuola ha un valore collettivo unico e, quindi, spero che i ragazzi abbiano imparato questo messaggio e che lo sappiano rispettare. E poi, naturalmente, chiedo a tutti di essere responsabili negli atteggiamenti, nei comportamenti. Non bisogna fare come ad agosto, bisogna evitare gli assembramenti, mettere la mascherina sempre quando è necessario, rispettare le norme di igiene che abbiamo imparato ormai tutti a memoria. Deve essere chiaro a tutti che aprire le scuole durante una pandemia è un atto molto importante, di grande responsabilità e che la scuola può essere un veicolo di contagio importante, quindi, se noi riusciremo a mantenere tutte le misure indicate ce la faremo e potremo continuare a fare lezione. Dobbiamo evitare aumenti di casi. Secondo me, sarà un a giornata memorabile, stiamo lavorando affinché tutto vada per il meglio. Buon anno scolastico a tutti!

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