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PROPOSTA MACRON – MERKEL PER AIUTARE L’ITALIA, MARIANGELA PIRA:” LA GERMANIA DA SOLA NON VA DA NESSUNA PARTE”

 

L'Italia prova a rialzare la testa dopo il lockdown ma conta anche i danni economici lasciati da due mesi di blocco del Paese. Quanti soldi serviranno per rimettere in moto l'economia già sull'orlo di una recessione? A parte l'iniezione di bonus e finanziamenti vari arrivati con il Cura Italia e il Dl Rilancia, ora è il momento degli aiuti europei. Qualche giorno fa si è parlato della proposta franco – tedesca, ovvero 500 miliardi da destinare attraverso aiuti a fondo perduto ai Paesi in difficoltà. Ed è su questo piano che si stanno registrando discussioni e polemiche tra Olanda, Austria, Svezia e Danimarca che preferirebbero dare soldi in prestito e non sovvenzioni ma soprattutto, come sostiene il premier olandese, destinati a riforme strutturali. Come andrà a finire? Lo copriremo presto, nel frattempo cerchiamo di capirne di più con Mariangela Pira, esperta di economia e giornalista di Skytg24

Ida: buongiorno e benvenuta Mariangela

Pira: buongiorno Ida, buongiorno a tutti

I: Mariangela, cosa sta succedendo in Europa? Perché queste polemiche che a dir il vero ci sono sempre quando bisogna aiutare i Paesi dell'area mediterranea?

P: hai ragione Ida, direi che il problema è quello. Tu hai accennato alla proposta franco-tedesca che è quella su cui si sta riflettendo in questo momento. Da una parte è come dici tu, alcuni Paesi del Nord, diciamo quelli messi meglio finanziariamente per utilizzare un linguaggio che sia comprensibile a tutti, non accettano di fare continuamente da genitore a noi che siamo corrotti, che non paghiamo le tasse, il 6% degli italiani dichiara sopra i 51 mila euro. E questo lo sa anche la Germania. Quindi dicono "ma se siete così furbetti, perché venite qui a chiedere?". Dobbiamo sempre calarci nei panni degli altri per capire cosa veramente pensano di noi. E, invece, dovrebbe esserci una solidarietà vera che manca.

I: e questo non fa altro che aumentare un senso anti europeo

P: ti devo dire la verità, così come in modo onesto uno deve dire che una solidarietà vera manca, deve dire che adesso la Merkel sta veramente facendo di tutto. Il fatto che dica "noi contribuiremo di più ma in quel fondo i soldi andranno di più a Spagna e Italia" non è un grande passo avanti, è un gigantesco passo avanti. Permetterci di sforare il patto di stabilità, di fare deficit quanto si vuole, è un grande passo avanti. Lo avresti mai detto tre mesi fa? Era impossibile.

I: ma secondo te come mai c'è questa apertura da parte della Germania?

P: l'apertura c'è perché ieri, come ha risposta la Merkel durante la conferenza stampa –tra l'altro tutte le si può dire ma lei è davvero una statista, da lei dovremmo solo imparare- la Germania da sola non va da nessuna parte. La risposta è questa. Gran parte dei componenti per fare un'auto Volskwagen, tanto per fare un esempio comprensibile a tutti, vengono dall'Italia soprattutto e dalla Spagna. Quindi se in Italia non si riparte, la Germania potrà anche avere un Pil pazzesco ma da sola non va proprio da nessuna parte

I: intanto andiamo un po' più nello specifico, si parla di Recovery Fund. Cos'è e come funziona esattamente?

P: hai presente quando l'Italia si indebita ed emette titoli di Stato? Come adesso i btp quindi vai alle Poste e chiedi un titolo di Stato, un btp a 10 anni con un certo interesse e tu lo acquisti. Come fai tu, lo fanno le grandi banche e i grandi investitori. Allo stesso modo, il Recovery Fund è fatto di titoli che non avranno l'egida italiana ma avranno quella europea, vanno sul mercato e vengono comprati. Certo che se un investitore vede l'egida europea e non quella di un Paese indebitato come il nostro potrebbe ritenere interessante questo prodotto e decidere di comprarlo. Per esempio Goldman Sachs, Morgan Stanley. La cosa bella di questo fondo è che se va sul mercato è ovvio che i soldi li raccoglie perché l'Europa è tanti Stati quindi è impossibile che falliscano tutti. Un titolo di Stato italiano lo compri ma sai che abbiamo il 133% del debito. Chissà se un giorno ti restituiremo questi soldi. Questo è il discorso. Quello che il Recovery Fund raccoglie lo distribuirà non equamente ma di più a chi ne ha bisogno. L'Italia ne ha più bisogno? Ne avrà di più, la Germania di meno, l'Olanda di meno, alla Danimarca di meno ed è per questo che nicchiano.

I: ed è appunto la discussione su fondo perduto o sovvenzioni su cui si sta battendo l'Olanda. A cosa servirebbero questi soldi?

P: dicono che servirebbero soprattutto per questo momento difficile. E questo è vero. Partendo dal fatto che noi chiediamo sempre soldi a babbo morto, ma tu li vedi poi? Ti viene aumentato lo stipendio per caso? Cambia qualcosa per i lavoratori o per chi paga le tasse? Purtroppo, i soldi che chiede l'Italia non vengono usati per la modernizzazione di questa infrastrutture che fa pena ma finiscono per alimentare la corruzione e così via. Quello che io da cittadina mi auguro è che se davvero ci danno tutti questi soldi ci sia qualcuno che controlli che vengano spesi nel modo giusto perché altrimenti tra cinque anni staremo di nuovo piangendo miseria, idem tra dieci anni. E di nuovo a chiedere soldi. Ma dove finiscono questi soldi? La domanda è anche questa perché noi puntiamo sempre il dito verso gli altri ma una presa di coscienza ogni tanto?

I: sei stata chiarissima e in qualche modo ti agganci a quanto detto dal Premier olandese:" vogliamo le riforme, vogliamo vedere l'Italia che cambia strutturalmente" e così potrebbero zittirsi su questi soldi. A questo punto vediamo cosa succede il 27 maggio quando Ursula Von der Leyen presenterà il Recovery Fund.

P: speriamo bene, sì ma detto questo vogliamo parlare dell'Olanda che accoglie fiscalmente le aziende italiane facendo pagare meno tasse? Quindi non è che stiamo parlando di Churchill quando parla Rutte però è anche quella una struttura da risolvere. Tutto si può dire, ma se vai in Olanda a visitare la Casa di Anna Frank paghi tantissimo ed è profittevole. Prendiamo Napoli, c'è il Mann,. Cos'è il Museo Archeologico di fronte alla Casa di Anna Frank? 2500 anni di storia eppure magari non è così profittevole rispetto ad altre cose qualitativamente inferiori.

I: discorso da approfondire. Intanto grazie di essere stata a bordo con noi. Torneremo presto sull'argomento

P: grazie a voi.

 

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