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ADOLESCENTI, ALCOL E GUIDA, SCAFATO DELL'ISS:"GLI ADULTI CHE VENDONO LORO ALCOL SONO DEI CRIMINALI"

 

Ragazzi ubriachi al volante, rischio elevato di tragedie. Ed è quanto abbiamo purtroppo visto e letto in queste ultime settimane. Due donne investite e uccise ad Ancona da un uomo il cui tasso alcolemico era superiore alla norma. Sette ragazzi falciati in Valle Aurina. Poi c'è il caso di Gaia e Camilla, anche se lì è molto particolare la questione. In ogni caso il ragazzo alla guida aveva un tasso alcolemico elevato. Ne parliamo questa mattina, a Radio Kiss Kiss Italia, con il dottor Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio alcol dell'Istituto Superiore di Sanità.

Ida: Dott. Scafato buongiorno e grazie di essere con noi

Emanuele Scafato: Buongiorno a tutti voi

I: Stiamo leggendo di episodi di cronaca che stanno aumentando sempre di più, con le conseguenze che abbiamo citato. Cosa succede a chi beve e poi si mette al volante.

S: Si trasformano in killer, l'abbiamo visto. Perché l'alcol non solo disinibisce e da quella sensazione di euforia a basse dosi, ma stacca anche il controllo della parte razionale del cervello deputata al coordinamento, alla vigilanza e alla reazione alla strada. Per cui chi si mette alla guida non ha più l'integrità psicofisica per poter guidare. Di questo non se ne accorge ma sa che quando comincia a bere non dovrebbe mettersi alla guida. Se questo una volta poteva essere visto come un attenuante oggi è visto come un aggravante, con l'omicidio stradale.

I: C'è una differenza tra le varie fasce d'età? I giovani e gli adulti hanno un tempo diverso di smaltimento dell'alcol?

S: Più che smaltimento la differenza è di metabolismo. Se abbiamo messo nel codice della strada 0 fino a 21 anni è perché sappiamo che i giovani non metabolizzano l'alcol e non dovrebbero bere bevande alcoliche fino ai 18/20 anni. Anche perché fino ai 25 anni il cervello matura, diventa razionale. Tutto l'alcol che assumiamo tra 12 e i 25 anni interferisce con lo sviluppo normale del cervello. Per cui il ragazzo, crescendo, non ha la possibilità di far crescere la parte razionale del cervello e resterà un adolescente a vita, in termini cognitivi. Questo, chiaramente, predispone ad un atteggiamento più aggressivo, più impulsivo, anche da adulto. Oltre a dare dei danni cognitivi di memoria e di incapacità di orientamento, verificato con i test psicodiagnostici. Una persona che beve in quel periodo rimarrà "disorientato" e non è una persona più idonea per mettersi neanche alla guida.

I: Questi sono i danni che arrivano dall'alcol. Si parla spesso di droga e si sottovaluta questo grande problema che, come lei saprà, a Napoli ha avuto un aumento nei giorni delle feste natalizie. Tanti ragazzi ricoverati non per fuochi d'artificio ma per coma etilico. Qui parliamo addirittura di ragazzini, è davvero preoccupante questa situazione.

S: Quello che riportiamo in relazione al Parlamento a cura del Ministro è che ogni anno ci sono 38000 intossicazioni, ed è una sottostima perché non tutti vanno al pronto soccorso, e tra queste il 17% sono ragazzi con meno di 14 anni. Non è normale perché i genitori non vigilano. Gli esercenti danno bevande alcoliche, nonostante il divieto di somministrazione ai minori di 18 anni. Dovremmo essere noi a far crescere la cultura della tutela dei minori, perché loro non hanno capacità di giudizio. Siamo noi che la abbiamo e dovremmo vigilare sulla salute dei nostri ragazzi.
I: Lei ha detto una cosa giusta, poco fa ha tirato in ballo i genitori. Certo non possiamo dare tutta la colpa a loro. Sappiamo che, nonostante l'educazione, quando si sta in compagnia una trasgressione ci sta. Ma cosa bisogna fare quando i ragazzi tornano a casa?
S: Sicuramente bisogna ragionarci prima che tornino a casa, quando sono ancora bambini. Non si può ragionare con un adolescente. E' il periodo della critica, qualsiasi cosa gli venga detta non verrà accettata. Se cominciamo a fare prevenzione nelle scuole elementari e medie, probabilmente avremo un adolescente più consapevole delle informazioni. Bisogna garantire delle scelte informate, i ragazzi scelgono senza conoscere. Ripeto non hanno la capacità razionale che matureranno a 25 anni. Quella capacità di pianificazione, di logica. Hanno anche una bassa percezione del rischio. Se cominciano a bere alcol la percezione del rischio diventa ancora più bassa e agiscono dei comportamenti che potete vedere sul web, i filmatini su "whatsapp". Gli adolescenti hanno la capacità di rischiare di più. Mettersi magari su un balcone, ubriachi, e centrare la piscina dal terzo piano. Come è successo a degli studenti romani, e due sono morti. Oppure mettersi sul tetto di un treno mentre cammina. Attraversare, facendo delle scommesse, col semaforo rosso, per vedere se si riesce a uscire vivi mentre le auto sono in corsa. Cerchiamo di svegliarci. I ragazzi, quando vanno nei luoghi di aggregazione giovanile, trovano solo l'alcol e molto spesso degli adulti che sono dei criminali. Chi viola la legge e da dell'alcol ai minori è un criminale. Cominciamo a parlare come dovrebbe essere. Chi guida la macchina ubriaco diventa un potenziale omicida, deve crescere la disapprovazione sociale. Dobbiamo chiedere che i controlli vengano fatti in una maniera più intensa e soprattutto che vengano applicate sanzioni veramente deterrenti. Pagare una multa da poco, rispetto alla perdita della vita di una persona, non ha nessun senso.

I: Esattamente. Quindi le leggi ci sono, le regole bisogna applicarle i maniera ferrea, e i controlli da fare in maniera capillare e seria. Dottor Scafato noi la ringraziamo di aver viaggiato a bordo del nostro treno questa mattina e speriamo bene per il futuro.

S: Buon viaggio a tutti.

I: Buona giornata e buon lavoro a lei.

 

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