UN MARE DI RIFIUTI A NAPOLI, BUONOMO (LEGAMBIENTE):"IL PROBLEMA NON E' LA PLASTICA MA L'UOMO"

 

Le piogge abbondanti e i forti venti hanno lasciato quintali di plastica sul Lungomare Caracciolo a Napoli. In queste ultime ore stanno, infatti, facendo il giro del web e non solo le foto che ritraggono l'arenile pieno di rifiuti arrivati a riva a causa del maltempo. Ne parliamo ai microfoni di Radio Kiss Kiss Italia insieme a Michele Buonomo, responsabile di Legambiente.

Ida: Buongiorno

Michele Buonomo: Buongiorno a lei e quanti ci ascoltano

I: Subito il suo pensiero su queste foto che stiamo guardando oggi

M: Questa foto, mi spiace, ma non mi meraviglia, non è la prima. Per noi che puliamo le spiagge in primavera ed anche in autunno assistiamo da anni a questo fenomeno. Troviamo quintali di plastica sul nostro litorale, qualche settimana fa una situazione analoga si è verificata nel porto di Salerno. Lo scorso anno siamo stati a ripulire la spiaggia di Castel Volturno che era completamente bianca a causa dei residui di polistirolo e plastica che la ricoprivano. Il mare riporta ciò che noi buttiamo via. Sotto accusa è la plastica ma i veri responsabili siamo noi, ne facciamo un pessimo uso, perché se usato bene è un materiale nobile. Ancora una volta non siamo capaci di gestire la modernità.

I: Siamo sempre alle solite. Ecco, lei ha detto che la plastica è un materiale nobile se usato bene. Se ne parla tanto soprattutto in questi giorni e non sono mancate le polemiche. Potrebbe essere approvata una tassa sulla plastica, la "Plastic tax" , che dovrebbe entrare nella manovra di bilancio. Lei cosa ne pensa al riguardo?

M: Guardi, se la "Plastic tax" avesse un valore simbolico e rimanesse contenuta, una sorta di avvertimento, servirebbe a costituire un fondo per aiutare a rimuovere la plastica che viene gettata in mare, nei fiumi, sui litorali e dappertutto. Contrariamente andrebbe a gravare su una situazione già delicata e sarebbe preoccupante. Le spiego perché. La Campania ha numerose aziende che producono plastica. Noi di Legambiente abbiamo già incontrato tanti imprenditori per invitarli ad una conversione ecologica perché questo è l'orientamento mondiale. Di tanto in tanto si trova un nemico comune e lo si combatte a testa bassa senza ragionare più di tanto. Noi non vorremmo che i materiali che vanno a sostituire la plastica, gestiti malamente, vadano a creare più problemi di quanti ne risolvano. Esiste già una sorta di tassa, contributo più correttamente, sui contenitori, che non risultano il problema più grande perché vengono avviati al riciclo. Questa tassa viene pagata al CONAI (Consorzio nazionale imballaggi) e contribuisce a perfezionare la raccolta differenziata che viene già fatta egregiamente in molte città. 

I: Infatti. La cosa che mi ha colpito, facendo un giro tra gli scaffali dei supermercati, è che piatti e posate di plastica non ci sono più. Ma ci sono reparti un po' più contenuti dove c'è materiale biodegradabile o biocompostabile. Sta arrivando un segnale dalle grandi catene dei supermercati ed è già qualcosa, o no?

 

M: Assolutamente lo è, così come l'uso di borracce che sostituiscono le bottigliette. Non in generale ma per alcuni casi in cui si può evitarne l'uso, come succede nelle nostre scuole. Tutto ciò che facciamo, qualsiasi nuovo atteggiamento, deve essere aiutato da uno sguardo intelligente. Non facciamo errori, facciamo le cose con intelligenza e criterio.

I: Non passiamo da un estremo all'altro. Ovviamente siamo affianco di tutti gli imprenditori che devono fare adesso una conversione. Sono posti di lavoro, non scherziamo su questo.

M: Assolutamente, tantissimi nel Mezzogiorno d'Italia. Non vorremmo che le nostre aziende chiudessero poiché sono responsabili ed ecologicamente sempre più attente. E poi non vorremmo che importassero, legalmente o illegalmente, migliaia di tonnellate di plastica di peggiore fattura da altri Paesi. Per finire adesso sto andando ad una manifestazione contro il lavoro nero per il lavoro vero.

I: E questo poi chiude quanto ci siamo detti finora. Michele Buonomo di Legambiente grazie per essere stato con noi e buona manifestazione.

M: Grazie a voi naturalmente e viva il lavoro vero e non il lavoro nero.

I: Sempre.

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