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GIORNATA MONDIALE DEL GIOCO, ANDREA ANGIOLINO:"TROVATE IL MODO DI GIOCARE CHE FA BENE!"

 

Il 28 maggio si celebra la Giornata Mondiale del Gioco che, giunta alla ventesima edizione, quest'anno ha come tema il diritto al gioco, diritto sancito dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza. L'iniziativa è stata promossa dall'Associazione Internazionale Ludoteche (ITLA – International Toy Library Association) e viene festeggiata in oltre 40 paesi al mondo. Obiettivo di questa giornata è affermare il diritto al gioco per le bambine e i bambini, ma anche per gli adulti e i nonni.
A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con Andrea Angiolino, noto giocologo e autore del libro "Storie di giochi: da nascondino al sudoku".

IDA: Andrea buongiorno.

ANDREA: Buongiorno a tutti
I: È una giornata particolare, ci sentiamo tutti un po' più bambini con il gioco. Tu che dici?

A: Quello sicuramente, perché appunto giocare è tipico già dei cuccioli, degli animali oltre che di quelli dell'uomo. Però è anche vero che poi i giochi più belli sono quelli che si possono fare per tutta la vita. Non è un caso che dalla Germania ci arrivino dei giochi con scritto dai +7-99 anni, proprio perché quando sono belli e intriganti possiamo continuare a farli per sempre. Poi ogni età ha i suoi giochi a seconda dei gusti. Questo vuol dire che il gioco ha anche dei begli effetti, per cui le riviste di giochi enigmistici spesso scrivono "per conservare la memoria bisogna esercitarla" e i giochi ci offrono modo di esercitare l'intelligenza, la destrezza, la tattica, la capacità di disegnare, di comunicare con gli altri (secondo del gioco), di inventare storie. Quindi ci allenano da quando siamo piccoli, ci affinano e ci mantengono svegli e brillanti anche dopo.

I: Insomma l'uomo e il gioco nati insieme potremmo dire, no? È qualcosa che ci appartiene da quando sappiamo di cose che riguardano gli uomini.

A: Quello sicuramente, poi gli archeologi trovano in continuazione oggetti di gioco. Il vero problema, magari, è non riuscire a riconoscerli. Giochi da tavolo ci sono stati sempre, già in Egitto in Mesopotamia, già intorno a 3000 anni p.c. Magari non ci sono arrivate le regole e quindi dobbiamo un po' integrarle, però tavoliere e pedine ci sono. E comunque visto che la fantasia ci consente di giocare con tutto (sassolini; bastoncini; usare gli astragali, cioè gli ossi delle pecore, come dadi) evidentemente gli uomini preistorici giocavano con tante cose che noi non riconosciamo come materiale di gioco, ma sicuramente giocavano.

I: Ed è quello che tu racconti nel tuo libro "Storie di giochi: da nascondino al sudoku" e ne passi in rassegna tantissimi, alcuni anche molto sconosciuti altri più noti che conoscono anche i bambini di questo nuovo millennio fino a quelli che arrivano da altri Paesi con curiosità, con aneddoti. Insomma qualcosa che ci fa divertire già nel leggere queste pagine.

A: Sì sono storie di giochi, forse 120 giochi scelti tra tutti generi. "Storie di giochi" perché raccontano come questi giochi nascono, come si trasformano passando da un Paese all'altro, da un'epoca all'altra. Magari oggi giochiamo a Backgammon, mentre gli antichi romani scrivevano 6 parole sul tavolo dell'osteria o sui gradini della Basilica con le pedine che avevano in tasca, giocavano ad un antenato del Backgammon molto simile. I giochi si trasformano, passano di mano in mano e si adattano ai gusti delle epoche e poi vengono citati spesso nelle vite o nelle opere dei grandi: Leonardo giocava a rebus; Mozart, quando va a Milano da ragazzino per la prima di una sua opera, trova il mercante in fiera e scrive a casa che ci giocherà appena tornerà; Casanova gioca a moscacieca con delle belle ragazze (ovviamente un modo per interagire con loro). Quindi già si giocava a moscacieca in tempi antichi. Possiamo ripercorrere queste cose e magari scoprire che le noci erano le biglie degli antichi romani, che facevano giochi simili ai nostri e che lasciare le noci era per loro la metafora del crescere. Ci sono tante curiosità, anche interessanti. Il banale nascondino, in un affresco trovato ad Ercolano, viene giocato da alcuni puttini proprio come oggi: uno con le mani sugli occhi contro il muro, un altro che si nasconde in un armadio e il terzo dietro la porta. Lo gioca anche Charlie Brown, che però lo fa al contrario: gioca a "Ha Ha Herman", dove lui si nasconde e tutti gli altri lo cercano, chi lo trova si nasconde con lui. Un gioco molto bello che facevo anch'io da ragazzino. Questo fa capire come i film, i romanzi, i fumetti citano i giochi. Magari ci sono anche delle varianti molto molto divertenti.

I: Noi già nell'ascoltare queste curiosità che tu ci hai raccontato questa mattina, siamo entrati in una dimensione giocosa, allegra nonostante la pioggia. Quindi consigliamo ai nostri ascoltatori "Storie di giochi: da nascondino a sudoku" di Andrea Angiolino, perché è davvero un modo per diventare bambini. E a questo punto ti salutiamo e ringraziamo di essere stato con noi. Giocherai oggi?

A: A qualcosa giocherò di sicuro. Al di fuori del tempo del lavoro, è sempre bene ritagliare un po' di tempo per giocare. Che sia un cruciverba o un gioco da tavolo la sera, trovate il modo di giocare che fa bene!

I: Ma assolutamente sì! Grazie ad Andrea Angiolino.

 

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