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GIORGIO CALABRESE:" SUPERARE LE 6 TAZZINE DI CAFFÈ PUÒ DIVENTARE PERICOLOSO. CON 10, SE SPORTIVI, E' DOPING"

 

Pietro Verri diceva che "il caffè rallegra l'animo, risveglia la mente, in alcuni è diuretico, in molti allontana il sonno, ed è particolarmente utile alle persone che fanno poco moto e che coltivano le scienze".
Ma quanti caffè possiamo prendere al giorno? Quando il caffè fa bene o male?
Uno studio della University of South Australia ha esaminato qual è il limite oltre il quale troppo caffè potrebbe far male alla nostra salute, in particolar modo al cuore. È stato dimostrato, infatti, che sei o più tazzine di espresso potrebbero aumentare il rischio cardiovascolare mentre per mantenere il cuore in salute è bene rimanere sotto le sei, al massimo cinque tazzine. A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con un noto nutrizionista: il professor Giorgio Calabrese.

IDA: Ben ritrovato professore.

GIORGIO: Buongiorno, buongiorno a voi!

I: Buongiorno. Ha preso il caffè professore?
G: Certo, assolutamente sì. Vuole togliere agli italiani il caffè? Attenzione, il caffè è ben diverso da quello che Totò diceva ciofeca. Parliamo di caffè.

I: Eh certo! Parliamo di quello che a Napoli deve avere le tre "C" e deve essere: bollente, caldo abbastanza, scuro ecc. Professor Calabrese arriva quest'ultimo studio dall'Australia che dice che bisogna mantenersi entro le sei tazzine, al giorno naturalmente.
G: Partiamo dal concetto di caffè. Esso contiene un alcaloide che si chiama caffeina, la quale ci permette di svegliarci al mattino, quando siamo stanchi di riprendere un po' l'attenzione nervosa. Quando abbiamo gli amici che dicono "che facciamo? Siamo qui in pausa. Andiamoci a prendere un caffè!", è un modo di dire che usiamo amabilmente. Il caffè ci dà la possibilità di essere amabili l'un con l'altro. Certo ogni cosa - l'olio extravergine, la pasta, l'acqua - ha un suo limite. Allora differenziamo il concetto che ci dicono i colleghi australiani, che non sanno cosa sia il caffè ma sanno cos'è la ciofeca. Quando io insegno in America i miei allievi, che sono specializzandi medici, ogni tanto mi chiedono se possiamo fermarci e si prendono un tazzone: ci mettono dentro tanto caffè, ne bevono metà, poi diventa freddo e noi continuiamo ad insegnare. Invece, quando noi prendiamo la nostra classica tazzina ne beviamo poco concentrato - oltretutto per chi ci mette lo zucchero questo cala molto lentamente, perché le cellule del caffè sono veramente positive e ricche di antiossidanti- allora noi dobbiamo differenziare. Che il caffè possa far male, lo fa solo quando si esagera e che il caffè faccia molto bene è solo con le 4 tazzine, addirittura anche le 5. Ma io continuo a dire ai miei pazienti le 4 tazzine. Perché? Perché nelle 4 tazzine noi arriviamo a 200 mg di caffeina, che sono quelli che ti danno il tono ma non ti fanno star male.

I. Ecco quindi non si rischia poi di arrivare a problemi cardiaci ecc. Professor Calabrese lei giustamente ha citato la ciofeca. Ma lei cosa consiglia? Bere caffè puro, decaffeinato, caffè macchiato?

G: Allora partiamo da un concetto. Chi avesse dei problemi di ritmo cardiaco, di sovraccarico pressorio o ipertensione arteriosa può alternare: al mattino quando si sveglia si prende un buon caffè poi dopo pranzo, quando si vuole aiutare la digestione, si prende un buon caffè. Mentre durante la giornata, per non esagerare con la caffeina, c'è il decaffeinato. Una volta c'era il mito che il caffè decaffeinato fosse ricco di chimica, perché c'erano i solventi. Ed è vero, fino a vent'anni fa era così, poi ad un certo punto l'industria del caffè (in special modo quella italiana, maestra nel mondo) ha elaborato una tecnica portando l'anidride carbonica ad alta temperatura, che scioglie la caffeina senza toglierne le cellule. Tant'è che oggi, io che vivo ad Asti posso dirlo. A Torino i grandi caffè hanno oramai una decaffeinizzazione che permette al caffè di avere la sua morbidità, elasticità, il suo essere vellutato, senza togliere il gusto. Infatti, chi non fosse molto esperto di caffè non si rende conto se quello è un caffè decaffeinato oppure uno normale. Però una cosa è importante da dire e lo dico da dietologo e sportivo: superare le 6 tazzine di caffè può diventare pericoloso, perché la caffeina superando i 400 mg nel mondo viene considerata doping.

I: Ah, ecco.

G: Non è che la caffeina sia un doping ma, se tu superi una certa dose, puoi stimolare il tessuto muscolare del sistema nervoso a rendere di più e il mondo sportivo si è dato una regola "non superiamo le 4 tazzine, massimo le 6". Se facessimo anche il prelievo di sangue all'atleta non risulterebbe dopato, ma se ne prende 10 non sarà come quando prende l'onesta tazzina di caffè.

I: Beh professore questa cosa ci mancava, ma grazie perché con noi ci sono tanti sportivi amatoriali e non. Quindi è giusto e buono a sapersi . Professor Calabrese, intanto la ringraziamo di essere stato con noi questa mattina e la salutiamo pensando di stare seduti davanti ad un buon caffè a chiacchierare.
G: Facciano pure, vi farà stare molto bene ascoltando Kiss Kiss.

I: Grazie professor Giorgio Calabrese, amico anche di Radio Kiss Kiss Italia.

 

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