logo

TRAGEDIA PIAZZA NAZIONALE, DEL GAUDIO (MATTINO):"VIVIAMO IN UN CLIMA DI GUERRA"

 

Napoli ancora una volta protagonista di un episodio di violenza criminale con una vicenda, che definire orribile è poco. Venerdì 3 maggio, intorno alle 17 a Piazza Nazionale un uomo scende da una moto e rincorre un pregiudicato di San Giovanni a Teduccio, Salvatore Nurcaro, considerato l'obiettivo dell'agguato. Purtroppo restano coinvolte anche una donna di 49 anni, ferita ad un gluteo, e la sua nipotina di 4 anni. Noemi, questo il nome della piccola, è stata colpita alla, schiena. Il proiettile ha trapassato i polmoni, sfiorando il cuore e le vertebre. Operata all'Ospedale Santobono, le sue condizioni sono stabili ma gravi. La città si è stretta intorno alla piccola e domenica è scesa in piazza per manifestare contro l'escalation di violenza nel capoluogo campano. Alla marcia ha partecipato anche Antonio Piccirillo, figlio di un boss dal quale ha preso le distanze. Le sue parole molto dure hanno immediatamente colpito l'opinione pubblica.
A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato questa mattina con Leandro del Gaudio, firma nota del "Mattino".

IDA: Leandro buongiorno!

LEANDRO: Buongiorno Ida, bentrovata.

I: Bentrovato a te Leandro. Prima di continuare la chiacchierata, insieme a te vogliamo sentire le parole che, diciamo, hanno scosso un po' tutti. Ascoltiamole insieme.

"Ci hanno pregiudicato per tutta la vita. Ci hanno reso la vita difficile, quasi impossibile. E dobbiamo essere forti, dobbiamo essere veri, dobbiamo costruire qualcosa per il nostro futuro, perché i nostri genitori – glielo ripeto- ci hanno solo creato dei disagi esistenziali enormi. I figli dei camorristi non vivono bene e i camorristi stessi fanno una vita di merda, da cani...quella forse che meritano. Io ho 23 anni ed è la prima volta che scendo in Piazza a manifestare, perché veramente sono stanco di sentirmi "figlio di...". Io sono Antonio Piccirillo e voglio una vita sana per i miei figli con dei valori veri, autentici e forti, quello che i nostri genitori - purtroppo per la vita che hanno condotto- non sono riusciti a trasmetterci. Anzi, rettifico, a me forse li hanno trasmessi. Però parlo da figlio di camorrista, non posso andare da nessuna parte. Io parlo da Antonio, Antonio Piccirillo che vuole un futuro migliore per le future generazioni. E tutti i figli di camorristi non nascondetevi dietro il dito, per favore. I vostri padri non servono a niente. I nostri padri non servono a niente. Poi volerli bene è un fatto di natura, la natura ce lo impone. La stima, la stima è importante per un genitore. Cioè un genitore che fa del male, fa soffrire gli altri non può essere reputato un buon genitore, perché soffre in primis egli stesso e fa soffrire la sua famiglia. Chi fa soffrire la sua famiglia non può essere reputato un buon genitore".

Abbiamo fatto ascoltare tutta la risposta ad una domanda di Antonio Piccirillo. Questo ragazzo che avete sentito dice tutto. Leandro del Gaudio, come commentare questa presenza e queste parole?

L: Eh si, possiamo dire che nell'orrore - come dicevi tu - della vicenda toccata a Noemi è probabile che questo sia il momento di maggiore coesione, di maggiore unione corale della città, che passa attraverso le parole del ragazzo che ha vissuto il grosso della sua vita senza la presenza di un genitore. Ora la sua testimonianza va utilizzata contro ogni forma di gomorrismo, contro ogni forma di esaltazione criminale e dell'atteggiamento da boss che, purtroppo, esiste ed è uno dei problemi di questa città. Quindi reagire attraverso queste parole, attraverso questa testimonianza: i camorristi fanno una vita di merda.

I: Ma intanto la città è molto scossa. Come sta la bambina? Questa è diciamo la domanda importantissima che ci poniamo.

L: Si. La situazione è critica, ma stazionaria. Una notizia positiva c'è, perché il proiettile non ha toccato la colonna vertebrale ed è un fatto importante. La questione principale, da un punto di vista medico, riguarda l'apparato respiratorio: purtroppo sono stati toccati i due polmoni attraverso l'esplosione di un proiettile che - vale la pena ricordarlo- è un full metal jacket, cioè un proiettile da guerra, uno di quelli che esplode lasciando scorie. Quindi questo ci lascia immaginare il lavoro che è stato fatto dall'equipe di medici al Santobono, ma anche il clima in cui ci troviamo a vivere e quindi un clima di guerra, un clima impazzito. La situazione è stazionaria, critica. La bambina respira grazie ad un ventilatore e la preghiera è forse l'atto istintivo, immediato di tutti quanti noi.

I: Eh beh. Intanto oggi sul quotidiano, sul "Mattino", tu scrivi del video che è stato pubblicato, in cui si vede quest'uomo che corre e che passa sul corpo della bambina. Devo dire che sono dei frame impressionanti Leandro.

L: Eh si, è l'aspetto maggiormente allarmante. Cioè in questo video questa persona che, oltre ad esplodere i colpi di pistola poi dopo per due volte, sia all'andata che al ritorno, alza la gamba e scavalca il corpicino di questa bambina, che nel frattempo tiene il braccio alzato, come a invocare aiuto, distesa a terra in un angolo di Piazza Nazionale. Non si scompone, non ha un minimo di pietas nei confronti di quel corpo e nei confronti del dolore che ha provocato. Solo alcuni secondi dopo, si vede il cameriere del bar che alza il corpo da terra della bambina e purtroppo scopre la verità con cui si stava confrontando.

I: Beh insomma ha dell'orribile davvero. Sembra un film quello di cui stiamo parlando, ma purtroppo non lo è. Intanto, adesso si seguono varie piste su cui si sta indagando. Che cosa dobbiamo aspettarci Leandro?

L: Ieri c'è stata una pressione fortissima da parte delle forze dell'ordine su una serie di persone invitate in questura, ovviamente come persone informate dei fatti. È chiaro che la polizia sta esercitando una pressione notevole nei confronti di quelli che sono i parenti di Salvatore Nurcaro, la vittima designata dell'agguato. Si cerca, ovviamente di fare leva sugli ambienti della criminalità organizzata, per capire quali fossero i contatti di questo soggetto e per capire chi può aver fatto un gesto del genere. C'è un numero di targa a disposizione degli inquirenti, la targa della moto Benelli utilizzata dallo sparatore.

I: Leandro, allora, noi ti ringraziamo per essere stato oggi con noi questa mattina. Buon lavoro e forza Noemi. Questa è la cosa che possiamo dire.

L: Forza Noemi! Forza Noemi! Buon lavoro a tutti.

I: Grazie, grazie ancora a Leandro Del Gaudio. Abbiamo provato a raccontarvi quanto accaduto venerdì.
Il nostro pensiero è comunque vicino a questa bimba.

 

RIASCOLTA L'INTERVISTA

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca sulle nostre privacy policy.