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PAPA FRANCESCO E GLI SMARTPHONE, PROF NOVARA:"FINALMENTE UN'AUTORITÀ PRONUNCIA PAROLE UTILI"

 

Adolescenti e smartphone, un rapporto che è diventato ormai piuttosto complicato. Aumentano le ore trascorse sul cellulare e, proprio per questo, si parla sempre più spesso di dipendenza. A tal proposito, hanno suscitato un bel dibattito le parole pronunciate da Papa Francesco. Sabato scorso, il Pontefice ha incontrato gli studenti del liceo Visconti di Roma e ha detto loro : "liberatevi dalla dipendenza del telefonino, è come una droga. La vita è comunicare e c'è il pericolo che il telefonino finisca per ridurre la comunicazione in semplici contatti".
Parole molto importanti quelle pronunciate dal Pontefice nel rapporto tra adolescenti e smartphone. Ne parliamo oggi con il prof. Novara, pedagogista e fondatore del centro psicopedagogico, in cui si è discusso proprio di questo argomento, ed autore di libri dedicati all'adolescenza.

D: Prof.Novara buongiorno, grazie di essere con noi e parliamo subito delle parole del Papa come le commentiamo?

R: Buongiorno a voi, mi sembrano più che legittime, utili,finalmente un'autorità indiscussa è intervenuta in questa faccenda che sta lasciando i nostri ragazzi in una situazione di vero e proprio disagio generazionale. La prima generazione che si ritira dalla vita per dedicarsi al mondo virtuale. Io ne seguo un po' di ragazzi che a vivere non ci pensano, pensano solo a trasferire tutti i loro desideri in un mondo sostanzialmente inesistente come quello che sta dietro ad uno schermo. Attenzione perché questi non nascono con l'idea di comunicazione e di relazione, ma sono diventati viceversa in questo momento un binario morto; e attenzione perché per i ragazzi, specialmente, per i bambini e per i preadolescenti, non è più una questione di come lo usano ma una questione di quantità, un tema che sul piano mediatico non si affronta. Se un ragazzino ci sta un'ora è una cosa ma se sono sei, sette ore magari di notte è una tragedia per gli effetti.

D: Dottor Novara come si fa a decidere quanto tempo un figlio adolescente possa stare al cellulare? Queste regole chi deve darle?

R: Esatto, qua entra in gioco la fragilità' di questa generazione di genitori della quale abbiamo parlato in un convegno fatto a Piacenza con più di mille persone , e ci si deve rendere conto che i genitori da soli non ce la fanno sono diventati bersaglio di un marketing molto cinico che vuole vendere a tutti i costi. I genitori devono essere sostenuti non presi di mira, non è che ogni volta che succede qualcosa dev'essere ​colpa dei genitori. Non sono marziani, evidentemente qualcosa è andato storto, ci dev'essere anche il papà, questa figura scomparsa letteralmente in questo mondo.

D: Perché il papà?

R: E' una figura tecnica, meno emotiva. Il ragazzo vuole liberarsi necessariamente , come abbiamo fatto tutti ,dal nido materno quindi dal controllo materno. Non vuole sentire il fiato addosso della mamma; il padre ha una funzione di negoziazione pratica, una parola chiave che uso spesso con i genitori è organizzazione. Non dobbiamo comandare sui nostri figli ma aiutarli ad organizzarsi mettendo dei paletti, in questo senso il padre ha più possibilità, non ha tenuto in pancia per nove mesi un essere umano. Sul piano emotivo gli riesce più facile avere un distacco e può quindi gestire questa fase della vita dei nostri ragazzi che rischia di essere una grande mancanza, purtroppo! Perché mancare la vita a quindici/sedici anni vuol dire che la perdi del tutto.

D: Purtroppo i ragazzi non sono coscienti di quello che vanno a perdere e del tempo che non si recupera più. Che consiglio si sente di dare ai genitori per aiutarli nel rapporto con i propri figli?

R: Incominciamo col fare un primo passo: mai dare lo smartphone ai bambini, mai soprattutto alla scuola elementare, questo strumento non deve esistere, letteralmente. Ce lo dice tutta la comunità scientifica internazionale. Si può cominciare con lo smartphone a tredici anni, non va dimenticato che esiste ancora il comune telefono cellulare che può essere dato al ragazzino di prima, seconda media per tenere i contatti. Bisogna evitare se si parla di un ragazzo di sedici, diciassette anni il cellulare nelle ore notturne. Il primo paletto da mettere è la consegna del cellulare prima di andare a dormire perché tenerlo la notte significa disturbare il sonno e dopo un mese senza sonno si muore. Il sonno è la cosa più importante per la sopravvivenza dell'essere umano, bisogna essere tassativi.

Ida: Grazie mille Prof. Novara speriamo che questi consigli siano utili ai nostri genitori e la ringraziamo per essere stato con noi questa mattina.

Prof. Novara : grazie a voi

 

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