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LA CLASS ACTION E' LEGGE, RIENZI DEL CODACONS:"CAMBIA POCHISSIMO RISPETTO AL PASSATO. E' UNA FARSA"

 

Parliamo della nuova class action versione italiana. "Class Action 4.0": così è stata ribattezzata. Il Senato ha dato il via libera a questa azione collettiva, un po' sul modello americano, per cui la class action ora è legge. Ne vogliamo parlare questa mattina con Carlo Rienzi del Codacons.

Carlo, buongiorno!

R: Buongiorno a voi!

D: Prima di inoltrarci in quella che sarà la nuova class action, vogliamo spiegare ai nostri ascoltatori cos'è?

R: Sì, il problema nasce dal fatto che in Italia, diversamente da altri paesi tra cui non solo gli Stati Uniti ma anche alcuni paesi europei, non c'è una possibilità reale di avere la tutela dei piccoli diritti. Questo perché capita che qualcuno subisca una cattiveria da un gestore di un servizio o da un produttore, che vale cinque, dieci o quaranta euro. In questi casi, si dovrebbe fare una causa individuale, pagando così un contributo che vale più del torto subito. Questa legge, che nasce negli Stati Uniti, tratta proprio questo argomento. Per questa legge ci può essere un soggetto che agisce per tutti, che fa un'azione, per quella categoria di cattiverie. In questo modo tutti quelli che hanno subito o subiranno lo stesso torto, come ad esempio l'aumento ingiustificato della bolletta, possono aderire alla causa portata avanti da chi l'ha intentato. Tutto ciò senza dover spendere soldi e ottenendo un risarcimento.

D: Una causa quindi che accontenta e raggruppa tutte le persone che hanno subito uno stesso torto.

R: Esatto, senza fargli spendere soldi.

D: Ecco, questa è legge. Quali sono ora le differenze con la class action che già esisteva, ma di cui non si parlava fino a ieri?

R: Noi avevamo collaborato anche con il governo per creare una nuova class action, ma purtroppo non abbiamo avuto grande ascolto dal ministro della giustizia. Ne abbiamo fatte tante in realtà ma abbiamo dovuto poi lasciar perdere. Per esempio, la prima class action in Italia, fatta proprio da noi, nasceva dal fatto che era stato messo in vendita un kit per l'influenza che non serviva a niente. Facemmo questa azione, per cui servirono circa venti mila euro. Vincemmo infatti in primo grado, poi ci fu l'appello e ci fu detto di pubblicare sul giornale la nostra vittoria per poter far aderire le persone. Solo la pubblicazione viene a costare circa dieci mila euro. Aderirono due persone, che dovevano avere un risarcimento di otto euro. Capisci perché non ha mai funzionato? E capisci perché non ne abbiamo fatte più? Da una parte c'è una spesa enorme per il promotore, che nel nostro campo era l'associazione Codacons ovviamente, dall'altra parte non c'è una punizione adeguata per il cattivo. Negli Stati uniti se tu fai una cattiveria anche solo di otto euro ti possono dare una condanna, che si chiama danno punitivo, che è anche di un milione di euro. Questo per scoraggiare te e tutti gli altri, che possono fare una cattiveria dello stesso genere, a non farla. In questo caso il danno punitivo è effettivamente deterrente. Non è deterrente se ti chiedono solo di restituire gli otto euro a chi si farà avanti.

D: A fronte di venti mila euro... insomma è abbastanza squilibrata. Ma che cosa cambierà adesso? Ci sarà qualche modifica?

R: Cambierà pochissimo e questo grande "urlare al successo" per questa legge è una farsa. Non è presente danno punitivo neanche in questa legge, quindi manca ancora il deterrente. Chi fa o ha fatto cattiverie che io chiamo cattiverie per far capire, insomma... le piccole vessazioni al cittadino, può continuare tranquillamente a farle. Il massimo che gli potrà capitare sarà di dover restituire i soldi al vessato. Questo semmai saranno superati i due gradi di giudizio e semmai avrà aderito qualcuno alla class action. Questo è un altro problema, a due anni dalla sentenza, la cosa viene dimenticata. Chi doveva essere risarcito, doveva dopo anni trovare lo scontrino per testimoniare di aver comprato quel kit. Non so se mi spiego... è una cosa ridicola.

D: Ecco, la giustizia che fa il suo corso. È stato chiarissimo Carlo.

R: Beh l'unica cosa che si dovrebbe chiarire è quella riguardo le buche di Roma. Noi abbiamo perso in primo grado e siamo in appello. Abbiamo perso perché il tribunale ha detto che il danno lamentato di non poter camminare liberamente nelle strade guardando il cielo o il vicino era un danno minimo. "Camminate con la faccia per terra, così non avrete danno"... è questa la situazione della class action.

D: Scusi se lo dico eh, ma mi sembra proprio una situazione alla super cazzola. Carlo Rienzi del Codacons, grazie di essere stato con noi, le auguro buona giornata.

R: Grazie a voi, buona giornata.

 

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