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2021 ADDIO ALLA PLASTICA MONOUSO, BUONOMO DI LEGAMBIENTE :"SOSTENIAMO GLI INDUSTRIALI NELLA FASE DI RICONVERSIONE"

 

La data ora c'è, dal 2021 la plastica monouso sarà messa al bando. A stabilirlo è il Parlamento Europeo e si tratta di una decisone davvero importante. Tra qualche anno, dunque, via a cannucce, bicchieri e stoviglie usa e getta. Insomma tutto ciò che va ad inquinare il nostro pianeta e i nostri mari.
Ma messa da parte la plastica monouso, in che modo possiamo sostituire queste stoviglie che usiamo perché comode?

Cerchiamo di rispondere a questa domanda con Michele Buonomo, responsabile di Legambiente.

D: Buongiorno.

R: Buongiorno a lei e a tutti gli ascoltatori.

D: Buonomo alla fine ne parliamo da tanto tempo. È arrivato questo provvedimento quindi una cosa è certa: dal 2021 bisognerà prendere dei seri provvedimenti.

R: Assolutamente, quella è la data massima di attesa, ma anche prima si può fare molto per ridurre drasticamente il consumo di uso e getta a favore di nuovi materiali. Lei mi ha chiesto cosa si può fare. C'è sicuramente molto da fare ma è molto semplice. Innanzitutto ridurre l'utilizzo dei materiali usa e getta. Le cannucce ad esempio, pensando che in un drink ce ne sono anche due, o ridurre i bicchierini di plastica al bar e così via...
Questa è la risposta migliore: cambiare i nostri stili di vita. Azioni positive di questo tipo si trasferiscono poi anche in altri contesti. Usare meno l'auto e camminare di più a piedi o con la bici, avere maggiore attenzione consumo di acqua ed elettricità. Cose che ci siamo detti per anni.

D: Buonomo tanti comuni si stanno dichiarando "plastic free", anche Napoli per quanto riguarda i mesi estivi. Vorrei dire però una cosa e vorrei che lei ci dicesse cosa ne pensa. Le posate, i piatti e tutto ciò che è plastica monouso alla fine hanno in qualche modo agevolato le persone soprattutto risparmiando tempo. Il problema è che se n'è fatto un cattivo uso perché non può essere condannato solo ed esclusivamente il monouso.

R: Naturalmente, gli oggetti non hanno responsabilità, è il comportamento degli uomini il problema. Bisogna poi considerare che la popolazione mondiale cresce in maniera esponenziale. Negli anni '60 e '70 del secolo scorso, appena 40 anni fa, la popolazione mondiale che poteva accedere a questo tipo di consumo era limitatissima. Adesso parliamo di miliardi di persone che si traducono in una produzione, per ogni minuto, di un milione di bottiglie di plastica che vengono immesse sul mercato mondiale. Diventa quindi difficile la gestione dello smaltimento. Bisogna intervenire sia con il buon senso, riducendone l'utilizzo, sia con la sostituzione di questi materiali con materiali di altro tipo.

D: Ecco andiamo quindi a vedere cos'è che potrebbe sostituire. C'è poi anche la preoccupazione, soprattutto dei produttori di plastica per il monouso, di dover convertire in qualche modo la loro produzione. Cosa potrebbe prendere il posto della plastica monouso?

R: La prima cosa che mi viene in mente è il materiale biodegradabile e biologico, ovvero l'amido di mais. Ci sono però tante versioni. Il CNR, anche a Napoli, sta lavorando su questi nuovi materiali di cui molti sono già stati messi in produzione. Consideri che un imprenditore italiano, che attualmente vive in Inghilterra ha messo su un'azienda per la produzione di cannucce in carta. Queste garantiscono una resistenza in immersione di almeno un'ora ed è pura materia biodegradabile e compostabile e se ne producono ormai nel mondo centinaia di miliardi. Esistono tanti altri materiali, molti dei quali presto verranno utilizzati sotto la spinta di questa nuova richiesta. l'Italia in tutto ciò giocherà un ruolo importante perché ci sono qui società ed aziende che tengono milioni e milioni di brevetti in questo ambito. Personalmente ho suggerito ai collaboratori del ministro Costa, che spero di vedere presto a Napoli, di istituire un tavolo paritetico tra il ministero dell'Ambiente, il ministero dell'Economia, del lavoro e dell'Industria. Questo con la finalità di dare forza a questa conversione. Noi di Legambiente non denunciamo perché crediamo che i nostri industriali siano in buona fede e che vadano sostenuti in questo processo di riconversione. Restiamo anzi accanto a loro perché ci sono in gioco centinaia e centinaia di posti di lavoro.

D: Esatto noi questo lo diciamo sempre. Bisogna fare una battaglia contro il materiale inquinante ma salviamo i posti di lavoro. A questo punto servirebbero dei fondi per la riconversione, per quanto riguarda le aziende che si occupano di questa produzione.

R: Esatto, moltiplichiamo di posti di lavoro perché si possono creare nuovi settori industriali, e in ciò il nostro paese può fare la parte del leone.

D: Noi speriamo di risentirla molto presto con buone notizie anche in questo campo. Nel frattempo grazie di essere stato con noi. Buona giornata e ovviamente... buona giornata "plastic free"!

R: Grazie mille a voi per questo lavoro di costante informazione su questi temi fondamentali della nostra vita.

 

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