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CANI IN UFFICIO, SIMONE DALLA VALLE:" E' UN TEMA CONTROVERSO"

 

I cani in ufficio? Perché no! Aumentano anche in Italia gli esperimenti con l'apertura ai nostri amici a quattro zampe nei luoghi di lavoro. A questa possibilità è dedicata anche una Giornata di sensibilizzazione che ricorre il 22 giugno.
Secondo gli esperti, la presenza dei pet aumenta il benessere dei dipendenti, crea maggiore empatia tra colleghi, abbassa le tensioni e lo stress.
Ma se tutto questo fa bene ai padroni, cosa succede ai cani? A Radio Kiss Kiss Italia ne abbiamo parlato con Simone Dalla Valle, istruttore cinofilo:
"Questo dei cani in ufficio è un tema controverso. Bisogna chiarire un aspetto, ovviamente all'interno di qualunque relazione che ci lega a qualunque individuo, maggiore è il tempo che passiamo con questo individuo maggiori sono le possibilità di vivere e condividere delle esperienze che andranno poi a rinforzare questa relazione. Io, però ci tengo a sottolineare sempre due aspetti, visto che mi piace fare l'avvocato non del diavolo ma del cane. All'interno di ogni relazione ci sta un momento di separazione e, all'interno di una relazione equilibrata, quel momento di separazione potrebbe essere anche qualcosa che rinforza ogni tanto. Questo vale con la fidanzata, il fidanzato, i parenti, gli amici. Chiunque ha la fortuna di trascorrere tanto tempo con il cane si accorgerà immediatamente che anche il cane ha bisogno di momenti suoi, di intimità, se ne torna in cuccia, se siamo troppi in una stanza magari si sposta in un'altra. Questo dovrebbe farci riflettere sul fatto che prima di tutto i cani non amano la compagnia di persone che magari non conoscono, non amano stare in ambienti troppo affollati. Credo che bisognerebbe fare un distinguo, se ho un ufficio open space dove di fianco alla mia scrivania ce n'è un'altra e poi un'altra e poi un'altra, questo non fa bene al cane perché prima di tutto non sui rilasserebbe mai e poi, non dimentichiamoci, non solo i maremmani ma in generale tutti i cani sono un po' guardiani e amanti del loro territorio. Senza arrivare, quindi, al cane che difende la scrivania, per lui sono un continuo stimolo le persone che entrano ed escono. Giustamente se io porto il mio, tu il tuo, insomma ognuno il suo allora ci sarebbe bisogno di qualcuno che governi le relazioni tra cani in ufficio. E questo è il secondo aspetto che ogni tanto noi per il bene dei cani tendiamo a portare verso bisogni che sono del tutto umani ma per nulla canini. Quindi l'asilo per cani, l'aperitivo per cani, le spiagge per i cani mentre i cani amano fare le cose con noi e non necessariamente in mezzo a tanti altri cani e tanta altra gente. Il rischio è di stressare ed è quello che succede troppo spesso. Con il mio lavoro capita di simulare scene di vita quotidiana proprio per farle vedere durante le mie lezioni. Chi ha le competenze per leggere le comunicazioni canine se ne accorge immediatamente come noi ci accorgiamo di un bambino che piange al ristorante e che magari in quel momento ha una piccola colica o è a disagio o stanca perché i genitori hanno fatto tardi e non lo hanno portato ancora a casa. Se imparassimo a riconoscere tutti i segnali comunicativi che il cane oggi sa usare, sicuramente anche noi riconosceremmo in maniera molto più semplice le situazioni in cui gli piace stare da quelle in cui assolutamente non vuole stare. Purtroppo scopriremmo che molte di quelle che ultimamente vanno di moda in cui vestiamo il cane da paggetto o altro, non gli fanno di certo piacere. Tutto ciò sfocia nell'antropomorfismo. Se lo amo è perché è cane e non perché deve fare quello che faccio io"
Il cane in ufficio, dunque, porta benefici solo agli umani " e al profitto. Sicuramente avere il proprio cane vicino, sapere che è lì e sta bene può farci sentire più tranquilli e, di conseguenza, più produttivi sul lavoro. Per far questo ci sono altri servizi che possono garantire benefici al cane, per esempio affidarsi a un dog sitter ovviamente di fiducia, organizzare attività quando lo si porta al parco non solo per la passeggiata.

 

 

Aspettare un'ora mentre fa i bisogni e poi tornare a casa, ecco quello non ha presupposti relazionali. E anche nell'area cane, magari sovraffollata, tutte quelle attività che sembrano giochi per il cane il più delle volte non lo sono. E pensiamo all'ufficio, i cani sono animali territoriali, chi più chi meno sono sociali ma non tutti sono socievoli cioè che apprezzano di stare in mezzo agli altri cani e alle persone. Questo è un fatto istintivo e ci sono tantissime persone che sono così. In una società come quella di oggi in cui si vive sovraesposti, in cui ogni cosa deve essere mostrata stiamo perdendo un po' il concetto e il piacere dell'intimità personale. Solo che se lo stiamo perdendo noi non è detto che debba esserlo anche per il cane. Portare il cane in ufficio non può essere il sostitutivo o il surrogato di una passeggiata col cane e per il cane. Non è che se mi porto il cane in ufficio lui non ha bisogno delle due o tre passeggiate al giorno in cui può star libero, correre. La prossima volta spero di sentirti per la Giornata della passeggiata nel bosco col cane"

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