logo

AND THE OSCAR GOES TO...LUCA NEMOLATO PER LA FORMA DELL'ACQUA

 

And the Oscar goes to... Guillermo Del Toro for The Shape of water! Era la notte del 4 marzo, la notte delle stelle del cinema mondiale.
E questa volta l'Oscar al miglior film parla anche un po' italiano.
L'anfibio protagonista del lungometraggio premiato a Los Angeles è, infatti, passato anche dalle mani di Luca Nemolato, 26 enne napoletano che da quasi 7 anni vive negli Usa seguendo la sua passione, quella per gli effetti speciali.
Abbiamo raggiunto Luca ad Atlanta dove si trova per lavoro e ci siamo fatti raccontare come è nata la sua collaborazione con il regista di questa fiaba fantasy che ha fatto intenerire il cuore anche dei giurati dell'Academy.
"E' stato un progetto di collaborazione. Sono stato chiamato quando stavano già lavorando alla scultura a grandezza naturale. Serviva qualcuno che risolvesse i problemi dei colori, dei dettagli, il look development, l'aspetto degli occhi, la luminescenza della creatura. Sono stato incaricato di fare dei concept, dei dipinti per creare l'aspetto finale, soprattutto i colori della creatura". Chi ha visto il film sa che questo anfibio, se toccato, ha una luminescenza particolare e Luca ci dice che "lì è stato un altro livello di lavoro in cui abbiamo dovuto trovare un pattern in base al quale far partire la luminescenza. Mi sarebbe piaciuto andare a Los Angeles ma alla notte degli Oscar, purtroppo, non invitano tutti gli artisti. Me lo sono goduto dalla tv".
Luca Nemolato parte da Napoli e raggiunge gli Stati Uniti quasi sette anni fa. Perché questa scelta? " La mia scelta è stata un po' obbligata, ho fatto il liceo artistico a Napoli, ma avevo capito che volevo lavorare per film, tv shows. Quindi sentivo che avrei potuto lavorare come future designer, concept artist e la scelta più obbligata era quella di andare in America. Il mercato è lì, non Italia. Ci sono stati dei casi come Il racconto dei racconti che è stato creato in Italia, ma è un caso raro. Nel nostro Paese si girano molte più commedie o drammi, non si crea quel cinema in stile americano in cui c'è bisogno di effetti particolari. Dipende dal mercato. In Italia c'è una bella fetta di talenti per cui sarebbe interessante vederli al lavoro piuttosto che lasciarli andare via."
A tal proposito, ci sono state le elezioni, potrebbe esserci un cambiamento per i giovani che vogliono restare in Italia anziché andare all'estero?" Questo potrebbe portare nuove speranze, vedremo cosa succederà. Io non so se definirmi un cervello in fuga o un talento in prestito all'estero. Io ho seguito il mercato. Se avessi avuto l'occasione di restare in Italia, lo avrei fatto da Napoli mangiando una pizza e guardando il golfo. Non l'ho vissuta male questa cosa. E' stata una scelta obbligata"

RIASCOLTA L'INTERVISTA

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca sulle nostre privacy policy.