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BASTA!

Pace a tutti gli uomini di buona volontà. Ma guerra agli altri. Perché ne abbiamo abbastanza. Aggressioni scioviniste sul web, risse, stupri, omicidi. L'invisibilità delle donne, escluse dai ruoli decisionali. In una parola: il machismo al potere. Da troppo tempo siamo governati dall'internazionale del testosterone: Trump, Putin, Xi Jinping, Bolsonaro, Erdogˇan, Johnson...

Risultato: un'emergenza migratoria non gestita, una crisi economica infinita, un pianeta in fiamme. E un clima di arroganza e di odio che favorisce il diffondersi del populismo e mina le istituzioni democratiche. Quindi, risparmiateci altri aspiranti autocrati con più panza che sostanza e dateci più ragazze.

Sportive grintose come Milena Bartolini, attiviste determinate come Greta Thunberg, politiche autorevoli come Ursula von der Leyen e Christine Lagarde e, oltreoceano, Nancy Pelosi. Ci riterremo soddisfatte quando avremo raggiunto i giusti obiettivi: equal pay e un 50 per cento nei consigli di amministrazione, nei parlamenti, nei governi.

È il messaggio di Lilli Gruber, che in questo libro fa parlare i fatti: dati, storie e personaggi. Scrive un vero e proprio reportage dal fronte della battaglia per il potere femminile. Filtra racconti e analisi attraverso la propria esperienza professionale. Delinea per le donne una strategia precisa: puntare sulle competenze, farsi valere e studiare, sempre. E chiama a raccolta anche gli uomini: perché solo cambiando insieme le regole ci potremo salvare.

Lilli Gruber, giornalista e scrittrice, è stata la prima donna a presentare un telegiornale in prima serata.

Dal 1988 è stata inviata per la Rai sui fronti di guerra e ha seguito i grandi eventi dello scenario internazionale. È stata parlamentare europea dal 2004 al 2008. Dal settembre 2008 conduce Otto e mezzo su La7. Tiene una seguita rubrica di lettere sul magazine 7 del «Corriere della Sera».

Tra i suoi libri ricordiamo la recente trilogia dedicata alla sua terra, il Sudtirolo, e pubblicata da Rizzoli: Eredità (2012), Tempesta (2014) e Inganno (2018).

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