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8 MARZO, CONCITA DE GREGORIO:"STANCA DI SENTIRE DONNE CHE PARLANO DI DONNE. ORA TOCCA AGLI UOMINI"

E così, anche quest'anno, ci ritroviamo a celebrare l'8 marzo. In questo 2017 la Festa delle donne si sposta in piazza con cortei, assemblee per portare al centro dell'attenzione tutte le difficoltà che si ritrova a vivere e a sopportare il mondo femminile.

Niente più fiori e cioccolatini, dunque, ma proteste.

Ma cosa pensano le ragazze? I loro sogni, desideri, problemi sono gli stessi delle nostre nonne, delle nostre mamme?

Concita De Gregorio ha risposto ampiamente a queste domande. In questi ultimi quattro anni, lei insieme a un gruppo di ragazze ha incontrato oltre mille donne di ogni età realizzando altrettante interviste.

Ne son venute fuori delle finestre aperte poi su Repubblica e un libro dal titolo appunto Cosa pensano le ragazze.

La giornalista e scrittrice è stata ospite a bordo del Treno delle 8 con Ida Di Martino e ci ha raccontato così questa esperienza:

"Siamo andate nel mondo fuori e abbiamo ascoltato la voce delle ragazze. Il gesto più importante è stato proprio questo: ascoltare perché le ragazze, e con ragazze intendo dai 5 ai 105 anni, sono molto sole. In questo mondo in cui pensi di essere sempre in compagnia e hai la sensazione permanente di essere in una comunità virtuale, in effetti le ragazze hanno molta paura del giudizio degli altri, sono molto sole senza relazioni concrete e guardano sorprendentemente come esempio alla generazione dei nonni e non a quelle dei padri. I nonni hanno vissuto vite molto intense anche dal punto di vista dei valori, dei sacrifici.
Ci sono molte storie che lo raccontano, anche di ragazze che si sono ribellate ai disturbi del corpo, alla bulimia, o alla comunità religiosa come racconto oggi su Repubblica.

Che la protesta oggi sia fatta anche dagli uomini mi sembra fondamentale perché io sono veramente stanca di sentire donne che parlano di donne. Vorrei incominciassero gli uomini a prendere la parola. Ogni volta che c'è una violenza, un delitto economico, un'ingiustizia, una diseguaglianza. Vorrei che fossero gli uomini a dire perché. Non sono le donne a doversi difendere, sono gli uomini a non dover aggredire.

Questo è il tema.

Poi ci sono gli uomini che lo sanno perfettamente e che sono assolutamente in grado di condurre questa battaglia. E io ne conosco molti. La mentalità corrente, purtroppo, è che il mondo fuori approva il modo maschile di condurre le cose. Il giorno in cui gli uomini si prenderanno sulle spalle la responsabilità di creare un mondo uguale, anche gli uomini lo faranno e allora lo faremo tutti insieme . E torneremo davvero ad essere una comunità nel vero senso della parola"

RIASCOLTA L'INTERVISTA

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