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SERENA AUTIERI:"INTERPRETARE DIANA E' STATO UN VIAGGIO DENTRO DI ME"

 

Dopo averci fatto sognare con Vacanze Romane, cantare classici napoletani ne Le sciantose, questa
volta ci racconterà la storia di una principessa....che parte con C'era una volta ma purtroppo non si concluderà con l'happy ending. Stiamo parlando della bella e brava Serena Autieri in scena fino al 12 marzo al Teatro Augusteo di Napoli con Diana e Lady D.

Il sipario si apre sulla notte dell'incidente; le parole di una bambina, come una memoria sbiadita,
a ricordare intenti di una vita disattesa; poi notiziari da tutto il pianeta annunciano nel buio la
morte della principessa. Quando si illumina la scena troviamo Diana nuda, senza vita, in terra,
sotto un cumulo di giornali.
Dall'alto scendono angeli, che rimuovono i giornali, posizionano le lancette del grande orologio
stagliato nel cielo due ore indietro e sollevano Diana.
Diana si volta. Ora è viva, e può riattraversare le ultime due ore della sua vita.
Si veste, va allo specchio per truccarsi. Dodi la sta aspettando nella hall dell'albergo, per fuggire
via dall'ennesimo presidio dei fotografi. Ma allo specchio il rossetto le cade di mano. Qualcosa
nella stanza la turba. E' l'altra parte di sé, la parte pubblica, divenuta icona planetaria. E' Lady D.
Diana avverte il rancore, i rimpianti e i rimorsi per una vita inconciliabile con la sua vera natura.
Vengono alla luce i ricordi di un'infanzia ancora rimpianta, la scuola, le lezioni di pianoforte e di
danza, le amiche di un tempo, ma anche i primi risentimenti, l'incubo in famiglia di un erede
maschio, un padre assente che l'ha venduta alla famiglia reale. Il mondo di ragazza ora giace
dietro una gabbia d'oro. Le ali dei gabbiani di un tempo sono ora la rete metallica del suo
confine con la felicità.
Ma ecco in alto sul palco incombere Lady D, in un cuore di porpora e oro. Anche lei ha visto
morire il suo universo. Il matrimonio più fastoso della storia, i grandi incontri, un compromesso
accettato con Camilla. Lady D era pronta, ma Diana, la parte liberà di sé, non lo ha permesso.
Così Lady D strappa indignata il suo velo nuziale, rivive con rabbia il primo parto, in una lotta
furiosa con se stessa: reprimere quel figlio in grembo o andare fino in fondo nella grande
commedia della vita?
La principessa si dissolve e ritroviamo Diana ubriaca, alle prese con i suoi fantasmi e le violenze
psicologiche che è costretta a subire. La bulimia, la competizione con Camilla, la mortificazione
dei farmaci, l'infelicità sentimentale e sessuale. La sua disperazione si fa denuncia in favore di
tutte le donne oppresse, mentre su lei cala inesorabile la prigione dell'apparire.
Lady D non si arrende, vuole salvarsi, imporre il suo ruolo; in un vortice di televisori che
trasmettono dall'intero pianeta grida con orgoglio la sua ascesa nel mondo della comunicazione,
del glam e della moda.
La rabbia contro Diana non è servita, ed è sul piano del compiacimento che la principessa tenta
ora di allearsi con la donna: perché non cavalcare l'onda degli eventi, perché non godersi la
vita?

Ma ai primi flash dei fotografi la sua immagine si scompone, si polverizza; la sua armatura regale
si sfalda e nuda in scena torna Diana, con la sua disperazione per una vita che le nega tregua,
privacy e umanità. Ecco scorrere allora in un fiato la sua infelice parabola sentimentale, dal
sogno del principe all'abisso di amanti inutili quanto vigliacchi.
Mentre Diana si concede all'ennesimo uomo in preda a un desiderio estremo di annullamento,
Lady D passa ora al ricatto, puntando la lama nella carne viva di Diana: i suoi due figli. Le grida
in faccia i doveri di madre disattesi, la vergogna a cui li ha esposti; Diana reagisce con violenza,
si dispera. I suoi incubi la assediano. La donna e la principessa sono sempre più distanti.
Ma è un dolore estremo a muovere in entrambe il primo passo una verso l'altra. La morte del
padre, e quel funerale al quale non si può partecipare se non accompagnati dai reali. Anche
Lady D ha capito di non essere padrona di nulla, nemmeno del proprio dolore.
L'ultimo tentativo di fuga lo propone Diana, nello scenario dell'Angola, dove ha raggiunto donne
e bambini per la campagna contro le mine antiuomo. I suoi sforzi verso chi soffre, che
sovvertono il protocollo a Buckingham Palace, si rivelano però solo gli accessori nobili di una
principessa triste che attraverso il dolore degli altri vuole salvare se stessa.
Ora, nel buio, il rumore di una frenata rompe l'intenso dialogo tra le due. Lady D e Diana si
parlano. Cosa è successo? Lady D ha capito, il tempo è finito. Diana no, crede o vuole credere
che tutto sia ancora possibile.
Su una grande altalena sospesa nel vuoto Diana e Lady D ora riunite in una sola immagine si
parlano con le lacrime agli occhi, mentre controluce la sagoma di una bambina sull'altalena
attraversa la scena in senso contrario. Poi l'altalena sparisce in quinta e torna vuota.
In un cielo di nuvole che si allontanano dal mondo ecco Diana e Lady D finalmente unite
ascendere al cielo, dove si illumina il viso di Diana bambina. E' il ritorno all'innocenza, o forse il
Paradiso. Ma è soprattutto la scia di luce che la principessa triste lascerà nel cuore della gente
per tutti i tempi a venire. Perché quella di Diana non è morte, è narcosi. Anticamera della
resurrezione.

 

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