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TRAFFICO INTERNAZIONALE DI ARMI, CHOC A SAN GIORGIO A CREMANO. IL SINDACO: RADICALIZZAZIONE UN FENOMENO ISOLATO

 

Una comunità sotto choc quella di San Giorgio sa Cremano dopo la scoperta di un presunto traffico di elicotteri ed armi da guerra in violazione agli embarghi con Paesi arabi. Condotta dalla DDA di Napoli l'operazione ha portato alla luce vendite illegali di mezzi e munizioni destinati anche all'ISIS e altri gruppi terroristici.

Arrestate quattro persone tra cui due noti cittadini del comune vesuviano: Mario Di Leva, convertito all'Islam con il nome di Jaafar, e Annamaria Fontana. Anche un loro figlio risulta indagato.

"Sapere che a pochi passi dalle proprie abitazioni, a pochi passi dal Comune c'erano due persone, comunque originarie di San Giorgio e molto conosciute, fa sentire vicino il pericolo che ormai conosciamo ma così vicino mai". Così il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno, ospite di Paolo Sergio a "La Radiosveglia" su Kiss Kiss
Italia.

"E' ovvio che la comunità è toccata da questa notizia ma, naturalmente, nulla cambia in termini di sicurezza pubblica in Città" ha aggiunto Zinno.

"Anzi – prosegue il primo cittadino – da rilevare che l'operazione è stata coordinata dal Catello Maresca, anch'egli Sangiorgese ed ex amministratore locale".

Quanto alla radicalizzazione il sindaco parla di un fenomeno assolutamente isolato: "San Giorgio è una città di grande integrazione, nessuno aveva percepito il processo di radicalizzazione seguito alla conversione all'Islam delle due persone coinvolte e questo forse è anche l'aspetto più dirompente".

RIASCOLTA L'INTERVISTA

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