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RAPHAEL GUALAZZI & THE BLOODY BEETROOTS "LIBERI O NO" IL NUOVO PROGETTO

 

gualazziDal dialogo tra due mondi musicali differenti nasce l'unione tra Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots, un crossover tra generi e stili diversi che si plasmano in un sound originale, ieri sera esplosivo sul palco del Festival. I due artisti internazionali si incontrano in un progetto inedito dove jazz, elettronica, blues e classica prendono nuova vita.

Un connubio tra personalità artistiche distanti ma perfettamente compatibili, che danno prova di un eclettismo stupefacente. Esperienza musicali diverse, ma background comune legato alla musica classica e alla passione per la sperimentazione, Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots, portano sul palco dell'Ariston un progetto che è un incontro tra due realtà lontane ma capaci di un accordo eccezionale.

"LIBERI O NO" una fusione tra elettronica, soul e motown, un manifesto del divertimento ma anche un inno festoso contro il conformismo e gli schemi preconfezionati: gli artisti spiazzano, portando tutta la filosofia del loro progetto insieme in questo brano. Ritmo coinvolgente, arrangiamento dance incalzante curato nel dettaglio, falsetti, le voci gospel dell' 'Anno Domini Gospel Singers', un testo che incita ad uscire dallo stallo mentale in cui a volte si è inglobati: "Liberi o no" è un antidoto al buio di questo periodo, perchè il mondo quando è "libero si trasforma" e in ognuno di noi si accende la scintilla del cambiamento.

"Voglio credere all'impossibile" cita il testo, per liberarsi dalle favole, dalle parabole, dalle prediche, dalle polemiche, dall'abitudine, dal convenevole, dal controllabile, dal prevedibile. "Liberi o no" è firmato nel testo da Raphael Gualazzi e nella musica da Raphael Gualazzi e Bob Cornelius Rifo. Il brano sarà inserito inserito nell'ep digitale "Accidentally on purpose", in uscita il 20 Febbraio.

 

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