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LE MANI SU PARIGI

Parigi 1985, presidente François Mitterand. Un boeing 747 carico di missili destinati a Teheran esplode in aria, portando a galla un traffico illegale di armi. Il regista dell'affare dei missili è Bornand, consigliere del presidente all'Eliseo, spregiudicato e cinico uomo di potere. Sul grosso intrigo si imbatte Noria Ghozali, è piccola, non bella e alle prime armi, ma con lei la vita ha un debito di giustizia.

Francia, 1985. Quinto anno di presidenza di François Mitterrand e sesto della sporca guerra tra Iran e Iraq. Sulle montagne della Turchia precipita un aereo pieno come un uovo di missili francesi destinati clandestinamente all'Iran, paese sotto embargo internazionale. Chi c'è dietro l'incidente che intralcia uno spericolato e lucroso giro, e soprattutto qual è il messaggio: questo ci si domanda dentro la cosiddetta Cellula dell'Eliseo, il gruppo scelto a metà tra il servizio segreto e l'esercito privato a disposizione del Presidente. Siamo infatti nel pieno di un'altra sporca guerra, quella permanente condotta dagli organismi ufficiali dello Stato contro il corpo separato che protegge Mitterrand e non si capisce quanto lo condizioni. Nulla di irreparabile, in fondo, per chi ha le mani su Parigi, nulla che non si possa aggiustare con un cinico negoziato. Ed in questo è maestro lui, il luciferino Bornand, ufficialmente Consigliere del Presidente, in realtà ragno al centro della tela della Cellula e testa del serpente del complesso militare industriale. Sennonché un incidente, l'omicidio di una prostituta curiosa, si mette di traverso sul suo cammino, che si riempie di cadaveri. Perché l'indagine sulla giovane morta finisce nelle mani dell'agente Noria Ghozali: è piccola, non bella e alle prime armi, ma con lei la vita ha un debito di giustizia.
Dominique Manotti ci svela le trame più oscure che legano la politica alla finanza, e lo fa con intrecci che muovono personaggi psicologicamente vividi e descrivono traffici molto complessi. Nessuno di essi è frutto soltanto della fantasia, ma partono sempre da fatti reali, nascosti nelle pieghe dell'informazione. Ha detto l'autrice: «la storia devi trovarla ma esiste».

Dominique Manotti è stata una militante politica e sindacale, e insegna storia economica all'università. Dal 1995, con l'intento esplicito di continuare il suo impegno sociale per altre vie, ha scritto una decina di noir con al centro cospirazioni economico-finanziarie. In Francia, ha ottenuto i principali premi letterari per il giallo: il Prix Mystère de la critique (2002 e 2007) e il Grand Prix de la Littérature Policière (2011). Con questa casa editrice ha pubblicato Oro nero (2015), Il sentiero della speranza (2016) e Le mani su Parigi (2017).

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