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GENERAZIONE LIGA

C'è chi ascolta semplicemente la musica e c'è chi invece la musica la vive: come la «generazione Liga», un pubblico speciale, incarnazione di un pezzetto di Paese che continua a sognare. Questa è la loro storia, e forse anche la vostra.
«Solo io so ciò che ho ricevuto da questo pubblico. E per quanto ci dia dentro, non riesco quasi mai a sentirmi in pari».

Luciano Ligabue

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Luciano Ligabue ha sempre sostenuto di avere un pubblico particolare. Non solo «bello» né semplicemente «diverso» da tutti gli altri, ma proprio «speciale», e che dunque meritava di essere raccontato in presa diretta. Emanuela Papini raccoglie la sfida con un libro che nasce come testimonianza di amore reciproco e reciproca gratitudine tra un cantautore e il suo pubblico, ma che è diventato molto di piú. Perché Ligabue ha ragione: nelle storie della «sua gente» c'è il ritratto emotivo di un pezzo di Italia meravigliosa e vera, in equilibrio precario, ma forse mai cosí viva. Un'Italia fatta di persone che amano, lottano, credono, sognano, soffrono, rischiano, imparano, qualche volta perdono ma continuano a provare e infine vincono. La loro quotidianità è il tessuto di un romanzo cantato in coro in cui è facile riconoscersi, perché è un po' la nostra quotidianità. Sullo sfondo, in ogni pagina, ci sono le canzoni di Ligabue: la colonna sonora che accompagna le nostre vite e qualche volta - e allora è una piccola magia - le cambia.

«Ottobre 2012 pubblichiamo sul barMario e su Ligachannel il testo in cui invitiamo a scrivere un racconto o una lettera a Ligabue. E si spalanca uno scenario che non avrei mai immaginato, pur sapendo, pur essendoci. Le mail arrivano a migliaia. È un viaggio, il mio, da lí in poi, nello stupore, fatto di amore, di orgoglio, e legami, di risate e lacrime, un viaggio nell'emozione. Questa Generazione Liga ha voglia di aprirsi, ha voglia di raccontarsi. Non c'è pudore dei sentimenti. C'è la voglia di far sapere a Ligabue che certe canzoni servono, aiutano, sono quelle canzoni di cui ti puoi fidare. E per quell'aiuto arrivano migliaia di grazie. Dentro ogni storia c'è coraggio, sofferenza, allegria, amore e fatica. Ma soprattutto voglia di farcela, fiducia, speranza.
Il meglio deve ancora venire».

Emanuela Papini è nata e vive a Torino. Laureata in Lingue e Letterature straniere, lavora al Teatro Regio. Ha due passioni: Luciano Ligabue e il Toro. Nel 2014 ha pubblicato per Einaudi Generazione Liga.

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