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SMAMMA

«Non c'è un lieto fine nel rapporto fra una madre e un figlio adolescente, - ha detto Gi mentre girava lo zucchero nella tazzina. - Il lieto fine è la fine dell'adolescenza».

Smamma è uno di quei libri che inizi e non molli piú, perché è un generatore di allegria interiore, un antidoto, uno specchio. La prova che un romanzo ironico e intelligente può essere piú potente di mille teorie.

Può darsi che i vostri figli siano allegri, loquaci e premurosi. Che leggano I Malavoglia con piacere, che vadano bene a scuola senza essere secchioni, che rifacciano il letto con gaiezza, che stendano i panni senza chiedere in cambio sette euro. Bene. Bravi loro, bravissimi voi.
Ma se per caso anche voi non fate che chiedervi chi diavolo siano quelle creature impenetrabili che avete generato, e soprattutto come sia possibile che non vi assomiglino neanche un po'; se anche voi vi siete domandati da quale pianeta provengano e perché si aggirino per casa modificando lo spazio e il senso di tutte le cose, compreso quello della vostra esistenza, pronunciando frasi inudibili, involontariamente comiche, allora questo libro vi salverà la vita. O perlomeno il buonumore, che è un po' la stessa cosa.
Tra tavole apparecchiate che diventano ring da combattimento, irresistibili colloqui con gli insegnanti e con Dio, tentativi di pasticceria liofilizzata e inaspettati momenti di tenerezza, l'esordio narrativo di Valentina Diana è un romanzo che vive di scene folgoranti, istantanee di una vera e propria «guerra dei mondi».

Valentina Diana è nata a Torino nel 1968. Lavora in teatro come attrice e dramaturg. Per il teatro ha scritto: Fratelli, Ricordati di ricordare cosa? (Premio nazionale di drammaturgia contemporanea Il centro del discorso 2009), La bicicletta rossa (Premio Eolo Awards 2013 per la drammaturgia), Swan e La comitragedia spaziale. Smamma (Einaudi 2014) è il suo primo romanzo.

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