Prime Note: Irene Fornaciari
Musica e dintorni - Prime note
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A cura di:Angelo Ozzella
Irene Fornaciari ha atteso il suo terzo album, che poi è una raccolta del meglio espresso nei precedenti "Vertigini in fiore" e "Vintage Baby", per esporsi con il proprio nome.
Il cd esce in seguito al bel passaggio, accompagnata dai “Sempre Verdi” Nomadi, sul palco del Teatro Ariston di Sanremo in occasione della sessantesima edizione del Festival della canzone italiana dove ha presentato la canzone“Il mondo piange”, scritta da Zucchero. Canzone che si trova strategicamente in apertura di disco, nella versione sanremese “feauturing Nomadi”, e in chiusura, nella versione “solo Irene”.
Detto dell’unico brano inedito in doppia copia presente, se si suddividono i tre brani pescati dal disco d’esordio - “Mastichi aria”, “Una carezza” e “Un sole dentro” – dai sei che provengono dalla seconda prova discografica si può notare come si è cercato di prendere un pochino le distanze dall’ingombrante presenza di un padre così “unico” nel linguaggio e nel mood musicale. E sì, perché il rischio di passare per la versione femminile del Sugar nazionale è ben più che un’ipotesi quando nel singolo di esordio “Mastichi aria” si scandiscono parole quali “la pera cotta…la luna è rotta…la pasta scotta” oppure quando, come accade in “Una carezza”, si chiudono le frasi con la lingua inglese “mi segue come una carezza, ‘cause i’m still loving you…”, del resto queste due canzoni le ha scritte proprio Zucchero e seguendo questo schema ha venduto una trentina di milioni di copie…insomma, lui è uno che il suo lavoro lo sa fare.
Buona l’idea iniziale di sfruttare l’amore e il talento paterno per inserirsi e avere visibilità nel business musicale,Irene ha tutto per imporsi: è dotata di bella personalità (in concerto sa come si tiene il palco) e di una voce versatile che non sfigura quando flirta con il calore del soul ma neppure quando apre l’ugola ad interpretare canzoni più vicine al pop di casa nostra, per tacere delle profondità del blues che ha scolpite nel dna. Il vero banco di prova per capire quali potranno essere le ambizioni di Irene sarà il prossimo album di inediti quando sarà finito il tempo del rodaggio e dovrà migliorare ancora di quel poco che manca per considerarla a tutti gli effetti “completa”.
Prima di chiudere mi prendo la libertà di consigliarvi, rispettosamente, di ascoltare queste canzoni svuotando la testa dal possibile pregiudizio che si ha spesso nei confronti del “figlio di” per giudicare questo lavoro per quello che realmente vale.










