Prime note
Prime note: Alessandra Amoroso - La mia storia con te
Alessandra Amoroso propone il suo nuovo album che si intitola " La mia storia con te"
L’ALBUM, DAL TITOLO “IL MONDO IN UN SECONDO”, USCIRA’ IL 28 SETTEMBRE
Dopo aver raggiunto risultati straordinari con i due dischi precedenti, entrambi multiplatino, Alessandra Amoroso ritorna con il nuovo album dal titolo “Il mondo in un secondo”, in uscita il 28 settembre.
Il primo singolo tratto da questo nuovo lavoro sarà “La mia storia con te”, che verrà presentato ai fan con un ascolto in anteprima martedì 31 agosto sul sito www.alessandraamoroso.it. Per l’occasione, in collaborazione con Sony Walkman, verrà lanciato il nuovo sito ufficiale dell’artista, totalmente rinnovato nei contenuti e nella grafica, con notizie e immagini inedite riguardanti il nuovo lavoro di Alessandra.
“La mia storia con te” andrà in vendita in tutti gli store digitali dal 1° settembre mentre le radio lo programmeranno da venerdì 3 settembre.
Il brano è un’emozionante ballata in cui Alessandra dà voce, con straordinaria intensità, alle riflessioni di una ragazza su un grande amore che forse sta per finire. Autori del brano sono Saverio Grandi - già autore per Vasco Rossi, Laura Pausini e Raf – Campedelli, Angelosanti, Ciappelli. Produttore Dado Parisini, che ha all’attivo collaborazioni con Laura Pausini e Irene Grandi.
Prime note: Fiorella Mannoia - Il tempo e l'armonia
Il 14 Settembre esce il nuovissimo Cd-Dvd di Fiorella Mannoia “IL TEMPO E L’ARMONIA” .
Primo singolo estratto dall'album, il brano “SE VERAMENTE DIO ESISTI”
Da venerdì 27 agosto FIORELLA MANNOIA sarà in radio con il brano inedito “SE VERAMENTE DIO ESISTI”, scritto dagli Avion Travel per la voce più amata della canzone d’autore italiana.
«"SE VERAMENTE DIO ESISTI" è una struggente preghiera - afferma FIORELLA MANNOIA - che con dolcezza descrive il nostro smarrimento nell'attuale momento storico».
Il brano anticipa l’uscita del cd+dvd live “IL TEMPO E L’ARMONIA” (registrato al Teatro Filarmonico di Verona il 24 e 25 maggio) in uscita il 14 settembre (pubblicato da Sony Music) e che sarà in vendita in una duplice versione, doppio cd (concerto intero)+ dvd e cd (con una selezione di brani estratti dal concerto) + dvd.
Il 12 settembre, nella suggestiva cornice dell’ Arena di Verona, Fiorella Mannoia presenterà in concerto il suo nuovo progetto discografico “IL TEMPO E L’ARMONIA”
Il concerto di Verona celebrerà la Festa del Volontariato 2010, che si svolgerà durante tutto l'arco della giornata in Piazza Bra organizzata da CSV, Centro Servizio per il Volontariato di Verona (organismo che coordina e sostiene il volontariato) e le organizzazioni del territorio, con l’Assessorato ai Servizi Sociali e Famiglia del Comune di Verona e con il contributo di Banca Popolare di Verona. Il concerto di Fiorella sarà un modo per ringraziare tutti i volontari e per fare festa assieme alla moltitudine di persone, che con i volontari sono state a contatto in momenti di difficoltà e a tutti coloro che ne apprezzano il lavoro.
L'evento sarà gratuito e le modalità di ritiro dei biglietti saranno comunicate a fine agosto.
Il nuovo progetto discografico e il grande evento all’Arena di Verona coronano la lunga carriera artistica di FIORELLA MANNOIA e il successo del recente tour acustico, chiudendo trionfalmente il 2010, anno che l’ha vista protagonista sulle scene discografiche e live, nonché sostenitrice (con Laura Pausini, Giorgia, Elisa e Gianna Nannini) del progetto “Amiche per l’Abruzzo”.
Prime note: Tullio De Piscopo - Questa è la storia
Il nuovo grande album dell’artista napoletano, uscirà il 1° giugno e porterà il titolo “QUESTA E’ LA STORIA”. Un’antologia della lunga carriera che contiene tutti i successi di Tullio raccolti in 2 cd: nel primo i suoi sempreverdi, interpretati con con grandi special guest, e nuovi remix di brani storici come “ANDAMENTO LENTO”, “STOP BAJON” e “E’ FATTO E’ SORDE E!”.
Il secondo cd, invece, vedrà come grande protagonista il grande amore di De Piscopo: LA BATTERIA. Con questo strumento in primo piano Tullio De Piscopo interpreta grandi pezzi di blues, jazz e musica classica, come “CARMINA BURANA”, “DIES IRAE” di Mozart e il “REQUIEM” di Verdi.
Tra le star che hanno collaborato: James Senese; Francesco Sàrcina delle Vibrazioni; Giuann Shadai; Fausto Leali; Edoardo Bennato; Alex Britti; Astor Piazzolla.
E’ tutto pronto, dunque, per il ritorno di TULLIO DE PISCOPO, un grande artista che nella sua lunga carriera ha lavorato con grandi musicisti e suonato nei posti più prestigiosi.
Prime note: Cesare Cremonini - 1999-2010 The gratest hits
“1999-2010 THE GREATEST HITS”, arriva a due anni di distanza dal fortunato album “IL PRIMO BACIO SULLA LUNA” (Warner Bros), da due trionfali tour che hanno portato CESARE in giro per tutta l'Italia e ad un mese dal compimento del suo trentesimo compleanno (27 marzo).
Oltre a “MONDO”, brano che ha tutte le caratteristiche per essere ancora una volta uno dei più trasmessi del 2010, “1999-2010, THE GREATEST HITS” conterrà i successi più rappresentativi di CESARE CREMONINI del periodo con i Lùnapop e quelli della sua carriera solista, attraversando quindi questi primi dieci anni di carriera. Nei due dischi saranno presenti successi come: Qualcosa di grande, Vorrei, Un Giorno Migliore, 50 Special, Vieni a vedere perché, Latin Lover, assieme ai più recenti : Le Tue Parole Fanno Male, Maggese, Dicono Di Me, Le Sei e Ventisei, Figlio di un Re, Il pagliaccio .
Anche questo nuovo lavoro è stato realizzato in quella Bologna dove CESARE ha da tempo costruito una propria "factory" con tanto di studio di registrazione e sale prove, ed è stato affidato, come tutti i suoi ultimi dischi, alle cure di Steve Orchard, l'ormai fedele ingegnere del suono inglese. Nel disco sono presenti il suo amico bassista Nicola "Ballo" Balestri e il produttore di sempre, Walter Mameli.
Prime note: Ligabue - Arrivederci Mostro
Martedi 11 Maggio esce il nuovo atteso album di inediti
“ARRIVEDERCI, MOSTRO!”
In radio il primo singolo “UN COLPO ALL’ANIMA”
A 20 anni esatti dalla pubblicazione dell’album d’esordio “LIGABUE” (11 maggio 1990) e a 5 anni dall’uscita dell’ultimo album di inediti “NOME E COGNOME”, l’11 maggio (invece che il 7 come precedentemente annunciato) esce il nuovo atteso album di inediti di LIGABUE: “ARRIVEDERCI, MOSTRO!” (idea di copertina ripresa da Fishj Island di Erik Johansson). Da oggi è in rotazione radiofonica “UN COLPO ALL’ANIMA”, il primo singolo estratto dall’album. LIGABUE racconta così il perché del titolo “ARRIVEDERCI, MOSTRO!”:
Ognuno di noi ha i propri mostri, i propri fantasmi. Li si possono chiamare ossessioni, paure, condizionamenti, senso di inadeguatezza, aspettative e chissà in quali altri modi ancora. Sappiamo, però, che sono vivi e sono il filtro attraverso cui chiunque matura la propria, personale visione del mondo. Credo di conoscere abbastanza bene i miei “mostri”, mi fanno compagnia da tanto tempo. Può darsi che sia anche per questa lunga frequentazione che ora, in questa fase della mia vita, mi sembrano meno “potenti” e “ingombranti”. Alcuni di loro li ho affrontati in questo album ma era solamente per fargli sapere che li stavo salutando. Loro come tutti gli altri. So benissimo che sarebbe fin troppo bello che fosse un saluto definitivo. Infatti non mi sono permesso di dire: “Addio, mostro!” ma un più prudente e realistico:
“ARRIVEDERCI, MOSTRO!”
Un titolo però che, solo a pronunciarlo o a leggerlo, mi porta a galla sensazioni come sollievo, voglia di giocare, leggerezza, energia e fiducia. Tutte sensazioni che mi piacerebbe che quest'album vi trasmettesse in pieno.
Questa la tracklist di “ARRIVEDERCI, MOSTRO!” (pubblicato e distribuito da Warner Music): “Quando canterai la tua canzone”, “La linea sottile”, “Nel tempo”, “Ci sei sempre stata”, “La verità è una scelta”, ”Caro iI mio Francesco”, ”Atto di fede”, “Un colpo all'anima”, ”Il peso della valigia” , “Taca Banda” , “Quando mi vieni a prendere (Dendermonde, 23/01/09)”, “Il meglio deve ancora venire”.
Per la prima volta nella sua discografia LIGABUE non appare come produttore (e nemmeno come co-produttore) dell'album. Il ruolo è stato affidato interamente a Corrado Rustici, già coinvolto per le felici produzioni de “Gli ostacoli del cuore”, “Niente paura”, “Buonanotte all'Italia” e “Il centro del mondo”; lo stesso Rustici ha inoltre inciso diverse parti di chitarra presenti in “ARRIVEDERCI, MOSTRO!”.Ad occuparsi del ruolo di ingegnere del suono è stato scelto Chris Manning. Gli altri musicisti coinvolti nel progetto sono gli stessi che hanno accompagnato LIGABUE in tour in questi ultimi anni: Michael Urbano (batteria), Kaveh Rastegar (basso), Fede Poggipollini (chitarre), Niccolò Bossini (chitarre), Luciano Luisi (tastiere). A questi si aggiungono alcuni ospiti presenti in un paio di pezzi: il Solis strings quartet in “Quando mi vieni a prendere”, José Fiorilli alle tastiere e Lenny, il figlio undicenne di Luciano, alla batteria in “Taca banda” .
Queste le date del “LIGABUE STADI 2010” (prodotto e organizzato da Riservarossa e F&P Group): 9 luglio ROMA (Stadio Olimpico), 13 luglio FIRENZE (Stadio Artemio Franchi), 16 luglio MILANO (Stadio San Siro), 20 luglio PADOVA (Stadio Euganeo), 24 luglio MESSINA (Stadio San Filippo).
Prime Note: Baustelle "I mistici dell'occidente!"
A cura di Angelo Ozzella:
Ed eccola in posa per la foto di copertina, la bandcomune dei Baustelle, in quello che sembra un ironico e poco rassicurante mash up tra Sgt. Pepper’s e Bastardi senza gloria. Mistici? Anacoreti? Chissà. Di sicuro allegramente eretici, ché oggi come allora a coltivare pensieri e aspirazioni critiche nei confronti della società in cui si vive si fa presto a passare per matti, anzi, per blasfemi. E forse anche un poco mistici, se è vero che questo disco nasce dalla voglia di seguire un’aspirazione a cercare qualcosa che è sempre più nascosta nel frastuono, anche visivo, del presente.Scritto in pochi mesi in una casa sul promontorio maremmano, I MISTICI DELL’OCCIDENTE è il quinto album dei BAUSTELLE ed il primo in cui Francesco Bianconi si faccia carico della produzione, al fianco del celebrato tecnico del suono irlandese Pat McCarthy (R.E.M., U2), figurando come il vero regista dell’intero lavoro. Suoi sono buona parte degli arrangiamenti che “vestono” le canzoni, sue le visioni sonore che ne differenziano le ambientazioni, sue le voci che spesso - e in nome di un’emozione condivisa - Pat McCarthy ha salvato dai provini casalinghi e trasferito su disco, preferendole a quelle impeccabili, ma più distanti, registrate in studio.Il risultato è, forse, il più “umano” dal punto di vista del suono, e il più coraggioso per struttura e “respiro” interiore. Un album decisamente chitarristico, dal suono meno omogeneo, compresso e potente di quello messo in mostra sui precedenti lavori. I MISTICI DELL’OCCIDENTE dà spazio ad una naturalità diversa, in cui tutti gli strumenti mantengono sempre la propria individualità, la loro ragion d’essere nelle entrate e nelle uscite di scena, regalando all’ascolto la sensazione di avere a che fare con un intero caleidoscopio sonoro, sempre in mutamento, diretto da una sapiente regia.Del tema portante dell’album abbiamo già detto: I MISTICI DELL’OCCIDENTE ha a che fare con la voglia di contrapporsi in qualche modo alla “vanità” che ci circonda, e all’assenza di pensiero che tutto permette e tutto assimila. Per recuperare, attraverso la ricerca di qualcosa di più alto, un rapporto interiore che proprio al sé, all’individuo, alla persona, porti nuovamente valore. Non è questo, però, un disco “spirituale”, di fuga, tutt’altro: i riferimenti politici, culturali, sociali abbondano, regalando concretezza “terrena” ad un album che potrebbe sembrare da essa apparentemente lontano. Del resto «per trascendere il mondo bisogna che il mondo ci sia», dice ancora Elémire Zolla, e allora basta ascoltare le prime canzoni del disco, come l’introduttiva “L’indaco” – addirittura speranzosa nel marcare il tono del disco – o “San Francesco” e la stessa title-track per avere un’idea di come anche l’album sia profondamente radicato nel “qui e ora”, così come accade con “Gli spietati” e “La canzone della rivoluzione”.Non mancano però pagine più autobiografiche, nello stile che fu caro a un altro grande toscano, Luciano Bianciardi, in cui la cronaca (spesso locale) diventa letteratura e analisi di costume: “Le rane”, “Follonica”, “La bambolina” sono racconti che mescolano immagini letterarie, sequenze cinematografiche, fotoromanzo e manga giapponese. La forza de I MISTICI DELL’OCCIDENTE è, del resto, proprio questa, quella di continuare, canzone per canzone, scena per scena, a cambiare regole, punti di riferimento, stili, senza mai tornare indietro. Così un finto divertissment come “L’estate enigmistica” colpisce davvero il segno, e lo stesso succede con l’autoritratto dolente de “Il sottoscritto”, e con “Groupies”, in cui Bianconi esprime una cifra artistica ancora diversa e ironicamente autoindulgente. Costruito a suo modo proprio come un percorso d’ascolto, che svela piacevolezze continue ad ogni passaggio di livello fino a sfociare in un brano splendidamente risolutivo come “L’ultima notte felice del mondo”, I MISTICI DELL’OCCIDENTE svela in un colpo solo tutte le unicità e i pregi dei Baustelle. Fotografandoli come una band – una setta di iniziati? (o di finiti?) – che, per visione artistica e qualità di scrittura, oggi non ci si può più permettere di ignorare.
Prime Note: "La Ruota" di Enrico Ruggeri
A cura di: Angelo Ozzella
Lo sa anche lui: a furia di fare il presentatore, lo scrittore, condurre programmi su alieni e misteri, va a finire che chi non lo conosce bene, possa confondere il suo vero mestiere con le sue ultime passioni. Enrico Ruggeri, prima di essere ormai un volto noto televisivo, e possedere una voce che si presta ad imitazioni di ogni genere, è un cantautore, è un musicista, è un cantante a trecentosessanta gradi. Nel suo nuovo album "La ruota", la vena artistica, viene espressa al meglio, con passaggi melodici e strumentali da vecchio rocker punkeggiante quale è. I primi brani tra i quali la sanremese "La notte della fate", "Vivi" e "L'attore", sono una tripletta d'autore, niente di stravolgente o che non ci si possa aspettare da Ruggeri, ma dopo ventinove album, questi brani sono la conferma che se si è del mestiere, si può far bene sempre. "Io conosco il rock'n roll" è come fosse il secondo capitolo di "Punk (prima di te)", più consapevole e meno "spocchioso", con i cori nel ritornello tipici del Ruggeri di "Poco più di niente" e schitarrate sul finale, caratteristiche presenti anche nella ben riuscita "L'ordine naturale delle cose".
Ci sono poi ballad come l'intima "Padri e figli", una carrellata di ricordi ed emozioni dedicate all'essere genitori e al tempo che passa, o come l'energica "Il mio onore". Malinconica, "Old girlfriends" racconta di vecchi amori, lanciando loro uno sguardo romantico e delicato, accompagnato da un tappeto d'archi e una melodia morbida, mentre "Vorrei", brano intenso sul passaggio a miglior vita, fa pensare all'esperimento già realizzato e ben riuscito de "Viola d'inverno" di Roberto Vecchioni, ma dopo alcuni ascolti ritorna ad essere la canzone perfetta per chiudere il cerchio e per far terminare un album così eterogeneo e ricco di suoni.
Non ci si dimentica il passato e non ci vuole molto a ricordare il bagaglio musicale che ha posseduto e possiede Ruggeri: in questo disco sembra avergli dato una bella rispolverata, e quando uno è capace di comporre e cantare canzoni, può anche permettersi allora di fare il presentatore, di scrivere libri e di essere…..interista.
Prime Note: Irene Fornaciari
A cura di:Angelo Ozzella
Irene Fornaciari ha atteso il suo terzo album, che poi è una raccolta del meglio espresso nei precedenti "Vertigini in fiore" e "Vintage Baby", per esporsi con il proprio nome.
Il cd esce in seguito al bel passaggio, accompagnata dai “Sempre Verdi” Nomadi, sul palco del Teatro Ariston di Sanremo in occasione della sessantesima edizione del Festival della canzone italiana dove ha presentato la canzone“Il mondo piange”, scritta da Zucchero. Canzone che si trova strategicamente in apertura di disco, nella versione sanremese “feauturing Nomadi”, e in chiusura, nella versione “solo Irene”.
Detto dell’unico brano inedito in doppia copia presente, se si suddividono i tre brani pescati dal disco d’esordio - “Mastichi aria”, “Una carezza” e “Un sole dentro” – dai sei che provengono dalla seconda prova discografica si può notare come si è cercato di prendere un pochino le distanze dall’ingombrante presenza di un padre così “unico” nel linguaggio e nel mood musicale. E sì, perché il rischio di passare per la versione femminile del Sugar nazionale è ben più che un’ipotesi quando nel singolo di esordio “Mastichi aria” si scandiscono parole quali “la pera cotta…la luna è rotta…la pasta scotta” oppure quando, come accade in “Una carezza”, si chiudono le frasi con la lingua inglese “mi segue come una carezza, ‘cause i’m still loving you…”, del resto queste due canzoni le ha scritte proprio Zucchero e seguendo questo schema ha venduto una trentina di milioni di copie…insomma, lui è uno che il suo lavoro lo sa fare.
Buona l’idea iniziale di sfruttare l’amore e il talento paterno per inserirsi e avere visibilità nel business musicale,Irene ha tutto per imporsi: è dotata di bella personalità (in concerto sa come si tiene il palco) e di una voce versatile che non sfigura quando flirta con il calore del soul ma neppure quando apre l’ugola ad interpretare canzoni più vicine al pop di casa nostra, per tacere delle profondità del blues che ha scolpite nel dna. Il vero banco di prova per capire quali potranno essere le ambizioni di Irene sarà il prossimo album di inediti quando sarà finito il tempo del rodaggio e dovrà migliorare ancora di quel poco che manca per considerarla a tutti gli effetti “completa”.
Prima di chiudere mi prendo la libertà di consigliarvi, rispettosamente, di ascoltare queste canzoni svuotando la testa dal possibile pregiudizio che si ha spesso nei confronti del “figlio di” per giudicare questo lavoro per quello che realmente vale.
Prime Note: Miguel Bose' "Cardio" In uscita il 16 Aprile
A cura di Angelo Ozzella:
A distanza di 3 anni dallo strepitoso successo mondiale di “Papito” (disco internazionale più venduto in Italia nel 2007 con oltre 250.000 copie), Miguel Bosè è di nuovo protagonista sulle scene musicali. Dopo la prima apparizione italiana al Festival di Sanremo lo scorso 18 febbraio, Miguel Bosè torna con un nuovo e attesissimo album in uscita il 16 aprile (etichetta e distribuzione Carosello Records).“Cardio”, questo il titolo del nuovo lavoro, è interamente prodotto, arrangiato, scritto e composto da Miguel assieme a Nicolás Sorin; il missaggio finale è stato fatto da Andy Bradfield, con cui Bosè aveva già collaborato per l’album “Papito”.Questo nuovo album è il perfetto ritratto attuale dell’immagine artistica e musicale di Bosè. Un disco audace, originale, solare e pieno di ironia; tredici canzoni che svelano ancora una volta l’anima elegante e creativa di uno degli artisti internazionali più apprezzati in Italia e nel mondo.
Prime Note: Comme faccio senza e te di Valentina Stella
- A cura di Angelo Ozzella
E’ un inedito duetto con Gigi Finizio a dare il titolo al nuovo cd di Valentina Stella: quasi cinque dopo la pubblicazione di “Passione eterna”, quella che Domenico Rea definì la “bruna voce” della canzone napoletana torna, infatti, sul mercato discografico con l’album antologico “Comme faccio senza ‘e te”.Nei dodici brani del cd Valentina Stella si conferma interprete sensibile e comunicativa capace, come pochi, di far convivere modernità e tradizione trovando nel sentimento dell’amore il tema centrale della sua espressività.E’ proprio nella title track “Comme faccio senza ‘e te” che Valentina Stella rivela appieno queste sue qualità dando nuova veste ad una canzone composta negli anni ’80 da Antonio Annona e dal compianto Renato Rutigliano. Ad impreziosire, poi, il brano che apre l’album c’è la voce di Gigi Finizio, protagonista di un intreccio melodico di grande intensità che candida “Comme faccio senza ‘e te” a nuovo classico della canzone napoletana.Pubblicato per la prima volta su cd è anche “Nu penziero”, brano con il quale Valentina Stella rende il suo appassionato omaggio alla memoria di Antonio Sorrentino, amico fragile che proprio di “Nu penziero” fece uno dei suoi più apprezzati cavalli di battaglia.Dopo i due inediti iniziali, l’ascolto dell’album prosegue con “Passione eterna” riproponendo via via alcune delle interpretazioni che, nel corso degli anni, hanno accreditato Valentina Stella come l’erede naturale delle grandi voci della tradizione classica partenopea.“Sambaccussì” e “Senza ‘e te” di Pino Daniele, ma anche “Sulo pe’ tte” di Enzo Gragnaniello e “Ammore scriveme” di James Senese così come “Tu nun può capì”, “Senza ce pensà” e “Appriess’a tte” della premiata ditta Antonio Annona – Bruno Lanza esaltano la vocalità di Valentina Stella delineando, nello stesso tempo, un originale percorso nel repertorio contemporaneo della canzone napoletana.Come giusto che fosse, la chiusura di “Comme faccio senza ‘e te” spetta a “Mente cuore”, il brano che forse più di ogni altro ha fatto conoscere Valentina Stella al grande pubblico.Tutti arrangiati da Antonio Annona, i dodici brani del cd hanno visto la partecipazione di Lele Melotti alla batteria, Paolo Costa al basso, Giorgio Cocilovo, Franco Giacoia e Francesco Battarino alle chitarre, Michele Signore al violino e mandolino, Sasà Piedipalumbo alla fisarmonica, Karl Potter alle percussioni, Ernesto Vitolo alle tastiere e Gino Evangelista all’armonica.
Insomma, tra inediti e incisioni riproposte per l’occasione, la pubblicazione di “Comme faccio senza ‘e te” arricchisce la discografia di Valentina Stella di un album che fa il punto sul suo passato più recente, ma lascia anche intuire nuove ed interessanti prospettive per il futuro della sua carriera.
Prime Note: Nina Zilli Sempre Lontano
A cura di Angelo Ozzella
Nina Zilli: E’ bello riscoprire un album come questo nei sempre più spogli scaffali dei pochi negozi di dischi rimasti. E’ bello trovarlo dopo il Festival di Sanremo, perché vuol dire che qualcosa di buono su quel palco continua ad arrivare. E’ il caso di Nina Zilli,vocalist di provata esperienza, visto che la ragazza ha 27 anni e canta da quando ne aveva 13. E infatti non ha avuto nessuna preoccupazione durante la sua performance, anzi: è stata brava e confidente da sfiorare la sfrontatezza, come del resto si conviene a chi affronta il suo genere: Soul in stile Motown, reggae e rock steady, riferimenti alla musica pop italiana anni ’60, sontuosi arrangiamenti orchestrali e un’attitudine che mescola la grazia di Nina Simone alla fragile e spudorata Amy Winehouse. Nina Zilli conquista, e altrettanto fa questo album, onesto, ben suonato, piacevole all’ascolto Qui c’è del suono, c’è una scaletta che farebbe la sua bella figura in un jazz club prestigioso come il Blue Note di Milano,dove infatti si esibirà,ma che potrebbe non sfigurare anche ad un festival reggae alternativo come il Rototom Sunsplash.Non è un caso,l’alleanza con Giuliano Palma per il premiato singolo “50mila”. Diversi sono i brani che rimandano a quel mondo, come ad esempio “No pressure”, mentre per “Penelope” la Zilli schiera in campo un’altra formazione paladina del genere, gli Smoke. A mettere insieme il soul-pop e il reggae provvede una bella voce, leggera, solare e ispirata, a suo agio anche su un bellissimo brano dal sapore “retrò” come “L’uomo che amava le donne”, scritto in coppia con Kaballà già co-autore di Mario Venuti e autore di alcune splendide canzoni per Eros Ramazzotti, Carmen Consoli, Antonella Ruggiero,e sorretto da un testo decisamente sopra la media. Una volta tanto, quindi, solo complimenti, per questo album semplice e bello, che ha in sé il dono migliore della Musica: il talento.
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Prime note, novità discografiche presentate da Angelo Ozzella
Angelo Ozzella, programmatore musicale di Radio Kiss Kiss Italia, presenta sul nostro sito la nuova rubrica Prime Note, dedicata a tutti gli appassionati delle novità discografiche della musica italiana con uno orecchio attento a quella di nuova generazione... Recensioni e presentazioni in anteprima di artisti affermati e giovani per cui noi di Radio Kiss Kiss Italia prevediamo un futuro di successo nel panorama musicale nazionale. Assolutamente da non perdere.. Prime note...Nuovi dischi dei "grandi di oggi e di ieri" e primi passi nella musica italiana dei Big di domani!







