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FRESCHI DI STAMPA

Freschi di Stampa: I libri consigliati sul nostro Treno delle 8.00.
Ascolta Radio Kiss Kiss Italia e saprai come ricevere in regalo il libro del giorno. 
 

SUA SANTITA' - LE CARTE SEGRETE DI BENEDETTO XVI

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"IL MIO CORAGGIO È DI FAR CONOSCERE LE VICENDE PIÙ TORMENTATE DELLA CHIESA. RENDERE PUBBLICI CERTI SEGRETI, PICCOLE E GRANDI STORIE CHE NON SUPERANO IL PORTONE DI BRONZO. SOLO COSÌ MI SENTO LIBERO, AFFRANCATO DALL'INSOPPORTABILE COMPLICITÀ DI CHI, PUR SAPENDO, TACE." 
Dichiarazione all'autore di "Maria", nome in codice dietro il quale si nasconde la fonte principale anonima e segreta, interna al Vaticano, che ha fornito le centinaia di documenti alla base di questo libro.
 
Non era mai successo. Nessuno era riuscito ad accedere nella stanza del papa e a leggere le sue carte riservate. Centinaia di documenti che svelano la quotidiana precarietà della Chiesa, tra affari assai poco trasparenti e congiure di palazzo. Gianluigi Nuzzi, dopo il successo di VATICANO SPA sullo scandalo dello Ior, racconta, grazie alle carte fornite da una fonte segreta, le storie, i personaggi e i travagli che dividono oggi la Chiesa e che coinvolgono l'Italia e la sua politica. Anche quella del governo Monti. 
Le lettere di Boffo, l'ex direttore bruciato da veline di palazzo, quelle di Viganò che dopo aver fatto risparmiare milioni al Vaticano, è costretto alle dimissioni, le donazioni private (anche quelle di Bruno Vespa), le raccomandazioni a Gianni Letta, il problema dell'Ici secondo i rapporti riservati del presidente dello Ior Gotti Tedeschi, il caso Ruby e Berlusconi ("vittima di una magistratura politicizzata"), gli incredibili pedinamenti degli 007 vaticani in territorio italiano, le verità sui Legionari di Cristo e la pedofilia in una testimonianza mai resa pubblica, le intemperanze di molti vescovi in ogni parte del mondo. Persino un incontro segreto tra Napolitano e il papa di cui nessuno è a conoscenza. E don Julián Carrón, leader di Cl che accusa la diocesi di Milano di simpatie politiche. Nuzzi annoda i fili delle storie che insieme si leggono come se fossero capitoli di un thriller. La volontà di chi ha reso disponibili queste carte, rompendo vincoli di segretezza e quindi rischiando di persona, è quella di dare fiato e coraggio a tutti coloro che dentro la Chiesa non si riconoscono in un'istituzione tesa soprattutto a gestire beneficienze, affari e potere e si battono perché essa sia più vicina al cuore degli uomini e ritrovi l'abbraccio solidale di tutti i fedeli sparsi nel mondo.
 
Gianluigi Nuzzi è nato a Milano nel 1969. Ha prima collaborato al "Corriere della Sera", poi come inviato speciale al settimanale "Panorama" e a "Libero". Dal 1994 segue le più rilevanti inchieste giudiziarie con implicazioni politiche e finanziarie. È ideatore e conduttore del programma televisivo "Gli Intoccabili" (in onda su La 7) dedicato all'approfondimento dei più importanti temi di attualità. Ha pubblicato il best seller sullo scandalo Ior e la tangente Enimont Vaticano S.p.A. (Chiarelettere 2009, tradotto in moltissimi paesi) e Metastasi (con Claudio Antonelli, Chiarelettere 2010) sulla nuova 'ndrangheta del Nord.
 

IL SUICIDIO PERFETTO

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Un paesino sperduto tra le montagne. Un'indagine inaspettata. Dall'autore finalista al Premio Strega
 
Le indagini dell'ispettore Santoni
 
Quattro cadaveri e nessun indizio.
Quali verità si nascondono sotto la neve di Valdiluce?
Anche in un piccolo paese la morte fa rumore.
 
Marzio Santoni, ispettore di polizia a Valdiluce, ha un grande fiuto. È affascinante ma schivo, uno sciatore provetto che preferisce passare il tempo in mezzo ai boschi piuttosto che al caldo dei rifugi. Lupo bianco, così lo chiamano tutti per via di un olfatto fuori dal comune, ha un passato di indagini da prima pagina, ma da quando è tornato in provincia, si trova a occuparsi di insignificanti inchieste locali e casi di poco conto. La stagione invernale a Valdiluce è ricca di distrazioni, con quel continuo andirivieni di sciatori e famiglie in tuta e scarponi. È così che incontra Elisabetta, attraente ed enigmatica, in vacanza con tre amiche per una settimana di sci e svago. Tra i due l’intesa è immediata e desiderio, eros e un’insaziabile attrazione rendono quei pochi giorni una vertigine sospesa. Lei sposata e con un menage complicato, lui scapolo solitario abituato a relazioni a termine, stanno cercando il coraggio per dirsi addio, quando un evento terribile sconvolge l’intera vallata. Elisabetta e le sue amiche vengono ritrovate nella camera d’albergo, senza vita. Quattro cadaveri e nessun indizio, quattro donne morte senza un apparente motivo. Ed è proprio Lupo bianco che dovrà sovrintendere le indagini all’interno di quella piccola comunità di provincia chiusa e reticente e scoprire la verità.
Una narrazione appassionante, un’indagine con trovate fulminanti che coinvolgeranno il lettore in una spirale di sorprendenti intrighi e scomode realtà.
 
«È nel saper cogliere il valore non superficiale dei dettagli, che Matteucci, giovandosi della concretezza imposta dal giallo, trova la sua cifra narrativa più convincente.» 
Giorgio Montefoschi, Corriere della Sera
 
Hanno scritto di Franco Matteucci, finalista al Premio Strega:
 
«Un romanzo che prende. Ben riuscito.»
Giorgio Montefoschi, Corriere della Sera 
 
«Una misteriosa attitudine visionaria.» 
Giuseppe Leonelli, la Repubblica
 
«Matteucci finisce per raccontare la realtà e scostare il velo da ciò che davvero è credibile.»
Matteo Nucci, Venerdì di Repubblica 
 
«Arriva la voce della nuova provincia, in perenne evoluzione, rampante, boccaccesca, aggressiva.» 
Marcello Sorgi, La Stampa
 
 Autore e regista televisivo, vive e lavora a Roma. Ha scritto i romanzi La neve rossa (premio Crotone opera prima 2001), Il visionario (finalista al premio Strega 2003, premio Cesare Pavese 2003 e premio Scanno 2003), Festa al blu di Prussia (premio Procida Isola di Arturo – Elsa Morante 2005), Il profumo della neve (finalista al premio Strega 2007), Lo show della farfalla (finalista al Premio Viareggio - Repaci 2010). I suoi libri sono stati tradotti in diversi Paesi.

CONTRO IL TIQUI TACA - COME HO IMPARATO A DESTESTARE IL BARCELLONA

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"Il Barcellona è una squadra noiosissima." Provate a dirlo ad alta voce: sarete tacciati di blasfemia e guardati come dei folli. Ma ripetendolo e argomentando la vostra antipatia per la squadra più forte, vincente e politicamente corretta del mondo, vi accorgerete lentamente ma inesorabilmente che non siete soli, che c'è chi la pensa come voi.
Con ironia sulfurea - ma con un sotterraneo affetto, vorremmo dire, se non altro da Sindrome di Stoccolma - Michele Dalai costruisce una provocazione solo apparentemente gratuita e smonta uno a uno i luoghi comuni sulla superiorità tecnica ed etica della squadra catalana e del suo microcosmo, colpendo il nemico nei suoi beni simbolo, a partire dal motto megalomane "più che un club", passando per il gioco estenuante e onanistico, interamente consacrato al nume del possesso palla - il famigerato tiqui taca -, fino ad arrivare a quei tifosi-integralisti per i quali il fútbol esiste solo in funzione del Barcellona e il resto è noia.
Senza risparmiare nemmeno Lionel Messi, la Pulce che incanta il mondo e, da quattro anni, i giurati del Pallone d'oro.
Di fronte ai dogmi dell'ortodossia pallonara, Dalai indossa i panni dell'eretico e non arretra di fronte al mulinare dei consensi che costruiscono la leggenda dell'ultima armata blaugrana. Con ottimi argomenti, paladini validi come solo alcuni grandi nemici del Barcellona - il Mourinho dell'indimenticabile discorso dei perché, lo strafottente Cristiano Ronaldo, il fiero Ibrahimovic - e un punto fermo: che il calcio è cosa grave, ma non seria. Ascolta l'intervista a Michele Dalai nella sezione podcast Il Treno delle 8.

Michele Dalai è nato a Milano nel 1973. Ha lavorato nella casa editrice di famiglia e nel 2010 è stato tra i fondatori del marchio editoriale add, che dirige. Giornalista professionista, scrive per varie testate e ha collaborato con radio e televisione.
Nel 2011, per Mondadori, è uscito il suo primo romanzo Le più strepitose cadute della mia vita.
Nel 2012 ha condotto la versione italiana del programma "Football hooligans" in onda sul canale satellitare Dmax.

I SUPERCLASSICI: UNA QUESTIONE PRIVATA

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«Una questione privata è costruito con la geometrica tensione d'un romanzo di follia amorosa e cavallereschi inseguimenti come l'Orlando furioso, e nello stesso tempo c'è la Resistenza proprio com'era, di dentro e di fuori, vera come mai era stata scritta, serbata per tanti anni limpidamente dalla memoria fedele, e con tutti i valori morali, tanto piú forti quanto piú impliciti, e la commozione, e la furia. Ed è un libro di paesaggi, ed è un libro di figure rapide e tutte vive, ed è un libro di parole precise e vere. Ed è un libro assurdo, misterioso, in cui ciò che si insegue, si insegue per inseguire altro, e quest'altro per inseguire altro ancora e non si arriva al vero perché».
 
Italo Calvino
 
 
Nelle Langhe, durante la guerra partigiana, Milton (quasi una controfigura di Fenoglio stesso), è un giovane studente universitario, ex ufficiale che milita nelle formazioni autonome. Eroe solitario, durante un'azione militare rivede la villa dove aveva abitato Fulvia, una ragazza che egli aveva amato e che ancora ama. Mentre visita i luoghi del suo amore, rievocandone le vicende, viene a sapere che Fulvia si è innamorata di un suo amico, Giorgio: tormentato dalla gelosia, Milton tenta di rintracciare il rivale, scoprendo che è stato catturato dai fascisti... Con la cronologia della vita e delle opere, la nota al testo e la bibliografia.
 
Beppe Fenoglio nacque ad Alba il 1° marzo 1922 e vi trascorse quasi tutta la vita, esclusi i mesi del servizio militare a Roma. L'8 settembre ritorna sulle Langhe, dove combatterà tutta la guerra partigiana, sino alla Liberazione. Si era fatto una profonda cultura letteraria sui poeti e sugli scrittori inglesi, e sulla civiltà anglosassone nel suo complesso, che ammirava come antidoto e rivalsa sulla meschina realtà provinciale del fascismo. Dopo la guerra si impiegò in una ditta vinicola di Alba, per cui tenne la corrispondenza estera. Nell'estate 1962 fu colto dal male inguaribile che lo spense a Torino il 18 febbraio 1963, e che sopportò con stoica fermezza.
Esordí nel 1952 con I ventitre giorni della città di Alba (Einaudi) cui seguí nel 1954 La malora (Einaudi). Nel 1959 apparve il romanzo Primavera di bellezza, diretto riflesso della sua esperienza nell'esercito italiano. Il partigiano Johnny, la grande «cronaca» della guerriglia apparsa postuma da Einaudi nel 1968 ne costituisce il seguito cronologico. Postumi sono apparsi anche il volume di racconti Un giorno di fuoco (che comprende anche il romanzo Una questione privata, Garzanti, 1963) e il romanzo giovanile La paga del sabato (Einaudi, 1969).
Di Beppe Fenoglio Einaudi ha pubblicato: I ventitre giorni della città di Alba, La malora, Il partigiano Johnny, La paga del sabato, Un Fenoglio alla prima guerra mondiale, L'affare dell'anima e altri racconti, Primavera di bellezza, Una questione privata, Un giorno di fuoco, L'imboscata, Appunti partigiani '44-'45, Diciotto racconti, Quaderno di traduzioni, Lettere 1940-1962, Una crociera agli antipodi, Epigrammi, Tutti i racconti, Teatro, La favola delle due galline. Nel 2012, negli ET Biblioteca, è uscita la raccolta Tutti i romanzi.

MIA PER SEMPRE

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Si chiamano Anna, Chiara, Stefania, Tiziana, Rita, Enza, Serena¿ e l'elenco potrebbe continuare a lungo. Solo nel 2012, in Italia, sono state 120 le donne uccise dal proprio ex, senza contare quelle scomparse e di cui non si hanno più notizie.
L'omicidio all'interno della coppia non è un fenomeno nuovo, ma rispetto al passato a colpire è la tragica escalation nel numero e nella ferocia, e il fatto che le vittime sono quasi tutte donne.
Cinzia Tani affronta una delle più drammatiche emergenze del nostro tempo raccontando alcuni tra gli ultimi e più efferati delitti, ma soprattutto scavando alle radici del problema, nel tentativo di fare giustizia (con l'aiuto di criminologi, psicologi e magistrati) dei tanti luoghi comuni con i quali si tende a mascherare il fatto che le donne devono ancora misurarsi con una violenza di genere che le conquiste sociali non sono riuscite a debellare. Chiamare questi delitti "passionali " o "della gelosia", frutto di un accesso di rabbia o di un momento di "blackout", sostiene l'autrice, significa solo cercare alibi per gli assassini. Invece, di solito l'uccisione della donna avviene dopo un lungo periodo di minacce, intimidazioni, violenze psicologiche e fisiche, e la furia omicida si scatena quando, verificata la loro inutilità, l'uomo avverte il pericolo di essere abbandonato e di trovarsi solo.
Ma non è la paura di perdere l'amore ad armare la mano del maschio e a rivolgerla contro la donna con cui spesso ha vissuto per anni, bensì un folle desiderio di possesso, un delirio di onnipotenza, per scongiurare una ferita narcisistica che, diversamente, non saprebbe sopportare.
Eppure, spiega Cinzia Tani, una via d'uscita per tutte le donne che si sentono minacciate esiste: consultando specialisti già alle prime avvisaglie di comportamenti troppo aggressivi da parte del partner, e denunciando le violenze subite, perché il silenzio non diventi un modo per permettere a maschi deboli e vigliacchi di poter gridare sempre più forte: "Sarai mia per sempre". Ascolta l'intervista all'autrice nella sezione podcast Il Treno delle 8.
 
Cinzia Tani, giornalista e scrittrice, è inoltre autrice e conduttrice di programmi televisivi, tra cui "FantasticaMente", "Italia mia benché", "La Rai @ la carte", "Visioni private" e "Il caffè". Ha pubblicato per Mondadori: Assassine (1998), Coppie assassine (1999), Nero di Londra (2001), Amori crudeli (2003), i romanzi bestseller L'insonne (2005), Sole e ombra (2007, premio Selezione Campiello), Lo stupore del mondo (2009), Charleston (2010), Io sono un'assassina (2011) e Il bacio della dionea (2012).

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