Le econotizie: sacchetto intelligente
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Ad un sacchetto di plastica abbandonato su una spiaggia o in un parco, servono dai 20 a 200 anni per non lasciare più tracce di se. A quello biodegradabile, che rappresenterà l’Italia a Shangai all’Expo 2010, servono invece pochi mesi e molte meno emissioni dannose di Co2 nell’atmosfera.La scoperta del sacchetto intelligente è di due ricercatrici siciliane, poco più che trentenni, che lavorano per il Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia. La loro ricerca, considerata dal Ministero dell’innovazione, come una delle eccellenze italiane, è partita da quelli che tutti considerano gli scarti.
Manuela Fragalà e Rosa Palmeri, questi i nomi delle due biologhe, con un materiale composto da carta e biopolimeri di origine microbica, hanno creato qualcosa che può essere riciclata al 100% e che apre scenari, anche economici, davvero futuribili a partire dall’utilizzo di questi sacchetti per la raccolta differenziata soprattutto se si parla di umido.
Il polimero studiato e utilizzato si chiama Pha e, spiegano le ricercatrici “è naturale, resistente, impermeabile e compostabile”, tutto questo lo rende completamente biodegradabile.
L’Expo di Shangai promuove uno sviluppo ecosostenibile tra diverse comunità, grazie ad un mix di innovazione scientifica e tecnologica.







